20 dicembre 2014 ore: 11:42
Giustizia

“Un coro in ogni carcere”. Il progetto Papageno sbarca a Bari

È l’auspicio di Alessandra, figlia del maestro Abbado e presidente dell’Associazione Mozart 2014 che ha firmato una convenzione con il Comune di Bologna per dar seguito ai progetti sociali promossi dal padre. Al via anche una raccolta fondi. Annunciata un’iniziativa per il primo anniversario della morte
Progetto Papageno

Coro del progetto Papageno

BOLOGNA – “Così come in ogni carcere c’è una compagnia teatrale, noi vorremmo che in ogni carcere ci fosse un coro e in ogni ospedale pediatrico un progetto terapeutico musicale”. A parlare è Alessandra Abbado, figlia di Claudio Abbado e presidente dell’Associazione Mozart 2014, che dopo la morte del maestro – avvenuta il 20 gennaio 2014 – ha preso in mano i progetti in ambito sociale e terapeutico avviati in precedenza dal padre con l’Orchestra Mozart nella convinzione che la musica fosse un elemento di riscatto nel disagio e il fondamento della convivenza civile tra le persone. Si tratta dei progetti Papageno, che anima il coro polifonico del carcere bolognese della Dozza, e Tamino, che porta la musica ai bambini ricoverati nei reparti di pediatria del Sant’Orsola e a quelli seguiti dal servizio di neuropsichiatria dell’azienda Usl di Bologna).

Un primo passo verso quel desiderio di portare un coro in ogni carcere è stato fatto: da un mese, infatti, il progetto Papageno è sbarcato nel carcere di Bari grazie alla collaborazione con il coro del Teatro Petruzzelli. “Un risultato che ci dà speranza”, ha detto Alessandra Abbado. Ora l’obiettivo è far sì che i due progetti si diffondano in altre strutture, in altre città. Intanto, grazie a una convenzione sottoscritta dall’associazione Mozart 2014 con il Comune di Bologna, Papageno e Tamino potranno proseguire alla Dozza, al Sant’Orsola e all’Ausl di Bologna. “La musica rende meno difficili le condizioni di chi sta in carcere ed è uno strumento terapeutico in ospedale – ha detto Alberto Ronchi, assessore alla Cultura del Comune di Bologna – Per onorare la memoria di Claudio Abbado, vogliamo costruire progetti come questi in cui la cultura sia un importante momento di crescita per i cittadini, ma anche di intervento nel sociale”. Ronchi ha anche annunciato un’iniziativa per il 20 gennaio 2015 – primo anniversario della scomparsa di Abbado, “in uno spirito non eventistico, ma in quello che caratterizzava il maestro”.

Il progetto Papageno coinvolge i detenuti del carcere della Dozza di Bologna, uomini e donne di ogni età livello sociale e culturale. L’obiettivo? Portare il valore del canto corale all’interno del carcere: l’ascolto reciproco, lo stare insieme, la condivisione sono attitudini richieste e sviluppate da questa pratica, che hanno una forte valenza educativa, formativa della persona e della società. Dal 2011 a oggi sono 120 i detenuti coinvolti: 73 uomini e 47 donne. Attualmente al progetto partecipano 37 detenuti (17 uomini e 20 donne). In totale sono state realizzate 426 ore di attività e 142 incontri di prova (in media all’anno si realizzano 44 incontri per un totale di 132 ore annue). Ogni anno vengono organizzati un saggio interno e un concerto pubblico, due appuntamenti che richiedono la partecipazione di circa 30 volontari dei cori Ad Maiora e Mikrokosmos e la partecipazione di 4/5 musicisti a seconda del programma. “La musica è importantissima per il carcere – ha detto Claudia Clementi, direttrice della Dozza – : intanto perché il progetto si concretizza in un coro in cui persone diverse rinunciano alla loro individualità per realizzare qualcosa di comune e non è una cosa frequente per un carcere, poi perché è formato da uomini e donne, e anche questo è poco frequente. E poi perché i partecipanti non sono semplici fruitori di musica, ma sono essi stessi creatori di bellezza”. Le prove sono dirette dal direttore Michele Napolitano e si tengono il lunedì mattina, un’ora e mezza nella sezione maschile e un’ora e mezza in quella femminile. Coristi e coriste si incontrano un sabato al mese per organizzare i concerti con la partecipazione di Ad Maiora e Mikrokosmos. “Quando cantano insieme nessuno capisce chi è il carcerato e chi il corista – ha detto don Giovanni Nicolini – Si crea una comunione della diversità in cui ognuno porta la sua voce e alla fine c’è armonia”.

Il progetto Tamino valorizza le potenzialità di apprendimento del linguaggio musicale dei bambini in tenera età. In particolare, favorisce l’avvicinamento alla musica di persone in circostanze delicate della vita, nella convinzione che la musica possa essere veicolo di serenità e sollievo, valorizzando giovani musicisti che desiderano mettere la propria arte al servizio di strutture e utenti diversi da quelli tradizionali. Tamino coinvolge il Poiclinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e, in particolare, il dipartimento della donna, del bambino e delle malattie urologiche, e l’Azienda Usl (unità di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza). In media all’anno si realizzano 398 ore di attività (152 incontri). Ogni laboratorio coinvolge 14 bambini e registra 2.128 presenze annuali. Le attività coinvolgono fasce di età diverse a seconda dei reparti (0-18 anni), in alcuni incontri c’è la presenza dei genitori e in qualche caso anche dei nonni. Ogni anno si organizzano 4 laboratori musicali con la partecipazione di 5 musicisti a seconda del programma. “La musica favorisce lo sviluppo e stabilizza le emozioni – ha detto Marilisa Martelli, direttore dell’unità di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del dipartimento di salute mentale dell’Ausl di Bologna – Il progetto Tamino ci ha accompagnato in diversi luoghi, anche a Crevalcore nelle scuole terremotate”. I prossimi appuntamenti sono per il 23 dicembre alle 16 al Sant’Orsola-Malpighi (modulo di oncologia ed ematologia pediatrica) con il laboratorio musicale ‘I vestiti di Babbo Natale’, in collaborazione con Ageop, e il 30 dicembre alle 14 all’Ospedale Maggiore di Bologna (psichiatria e psicoterapia dell’età evolutiva) con un laboratorio musicale.

Per sostenere i progetti Papageno e Tamino è stata lanciata la campagna di raccolta fondi “Salvati –La musica salva la vita”. Per informazioni sulle donazioni si può visitare il sito www.mozart1.org. (lp)

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