16 settembre 2020 ore: 11:54
Disabilità

“Un nuovo progetto per la salute mentale”: lettera ai candidati del Veneto

Rafforzare i servi territoriali, formare gli specialisti , sostegno alla famiglie e una campagna regionale contro stigma e pregiudizi: le priorità indicate dal Coordinamento SaMeVe. Oltre 100mila le persone in carico ai servizi
ROMA - Portare la salute mentale al centro del dibattito politico è necessario e urgente. Un appello in questa direzione arriva ai candidati Presidente alle prossime elezioni regionali da parte del Coordinamento veneto per la salute mentale, che riunisce in modo trasversale i diversi attori coinvolti sul campo: medici psichiatri, neuropsichiatri, infermieri, psicologi, impegnati in tutti i settori dell’assistenza alla salute mentale della comunità, ma anche associazioni di volontariato e cooperative sociali, associazioni di familiari e di utenti. In vista delle prossime elezioni, dunque, il SaMeVe segnala “con forza la necessità di ripartire con un piano d’investimento serio, che sappia dare la giusta priorità alla salute mentale” e indica i passi necessari: dalla necessità di salvaguardare e rafforzare la rete dei servizi territoriali per i soggetti fragili ovvero giovani, anziani, persone con problemi di dipendenza, disabilità e psichiatrici e dei Dipartimenti di Salute mentale, a quella di un percorso condiviso e partecipato per definire insieme un nuovo progetto obiettivo per la salute mentale (in termini anche di strumenti operativi, condizioni organizzative, modalità di finanziamento, integrazione sociosanitaria); dalla formazione degli specialisti (di cui si va intensificando la carenza, rispetto alla richiesta) all’investimento sulle risorse umane; dal supporto alle famiglie, che troppo spesso non trovano l’aiuto necessario, alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema del disagio psichico (argomento tutt’oggi ancorato a un tabù che genera diffidenza) fino alla promozione di una grande campagna regionale contro stigma e pregiudizi.

Sono ben oltre 100mila (più del 2% dell’intera popolazione veneta) le persone che presentano problemi di rilievo nell’ambito della salute mentale e sono in carico ai servizi delle aziende sociosanitarie regionali. A questo numero approssimativo ricorda il coordinamento vanno aggiunti, e non sono facilmente calcolabili, tutti coloro che sfuggono alle statistiche, o perché si rivolgono a specialisti privati o perché non hanno alcun aiuto. Ancora, “nel calcolo andrebbero incluse le famiglie che, specialmente nel caso di giovani o anziani sono dirette protagoniste delle problematiche dei loro congiunti”

“La pandemia – si legge - non ha fatto che acuire le situazioni più difficili e far precipitare gli equilibri più precari: secondo previsioni della Società Italiana di Psichiatria, a seguito della pandemia e della crisi sociale vi sarà un importante aumento, fino al 30%, di accessi ai Centri di salute mentale”.

Ai candidati, a cui in questi giorni è stato inviato il documento, che raccoglie le proprie proposte, il coordinamento ha assicurato la disponibilità ad approfondire e a lavorare insieme.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news