6 marzo 2015 ore: 17:06
Società

"Una nobile rivoluzione": a Bologna anteprima del film su Marcella Di Folco

A tre anni dalla sua scomparsa, Simone Cangelosi, regista e amico della leader storica del Mit presenta il film che le ha dedicato: “Marcella è una lente attraverso cui guardare la società negli ultimi decenni. Qualcuno a un certo punto deve riconoscere la storia e scriverla. Io ci ho provato”
Marcella Di Folco

Marcella Di Folco

BOLOGNA – “Il titolo è la prima cosa che ho deciso. Ero a cena con amici, e pensavo… Marcella era nobile di lignaggio, era una perfetta rappresentante della storia collettiva. Attraverso lei si racconta un’epoca, si raccontano quei 50, 60 anni italiani, dal Secondo Dopoguerra a oggi. Si raccontano le tante rivoluzioni dal basso a cui abbiamo partecipato o assistito. Così, l’illuminazione: il mio film si sarebbe chiamato ‘La nobile rivoluzione’, perfetta summa di Marcella Di Folco”. A parlare è Simone Cangelosi, nato a Pisa nel 1968 ma bolognese d’adozione, restauratore cinematografico e regista. È lui a firmare il film su Marcella Di Folco (guarda il trailer), prima persona transessuale al mondo eletta a una carica pubblica (nel 1995 entrò nel consiglio comunale di Bologna), leader del movimento Lgbt, scomparsa nel 2010. “Ho conosciuto Marcella alla fine degli anni ’90. Ero affascinato da questa magnifica persona. Poi, mi rivolsi personalmente al Mit, e da lì lei mi coinvolse in tutte le attività. Non posso parlare solo di amicizia: per me lei è stata – e continua a essere – un grande punto di riferimento. Quando l’avevo di fronte, mi rendevo conto della sua portata storica, dovuta alla consapevolezza che aveva di sé, del suo ruolo. Lei era schiva, ma sentiva le qualità umane. Lei incarnava gli altri”.

Il film nasce dalla volontà di connettere i movimenti civili di oggi a quelli degli anni Sessanta e Settanta. È composto da materiali estremamente eterogenei: materiali raccolti in archivi pubblici, come quello della Rai, materiali scovati in archivi privati. E poi immagini intime, raccolte in famiglia e tra amici. “Marcella è nel film: c’è la sua voce, ci sono tanti momenti della sua vita in presa diretta. Non volevo che fosse solo un guardarsi indietro, volevo che lei fosse qui e ora. Così, ho unito il viaggio nella vita di Marcella ricostruendo la sua traiettoria esistenziale al viaggio che fisicamente ho fatto io, all’indomani della sua morte, da Roma a Bologna. Ho parlato con i suoi famigliari e con gli amici, e ho orchestrato il tutto, con lei in primo piano. Così, ieri si intreccia a oggi”. Nel film è inserito anche parte del materiale che Cangelosi girò ma non utilizzò per il suo primo film, ‘Dalla testa ai piedi’ (2007), testimonianza della transizione da donna a uomo che il regista ha vissuto tra la fine degli anni Novanta e il 2005: “Allora giravo in maniera casuale, riprendevo quello che mi capitava. E di fianco a me c’era sempre Marcella”.

Cangelosi racconta di avere scelto di girare questo film per una serie di ragioni, alcune intime altre più politiche: “Lavorare su questi materiali mi ha dato la possibilità di separarmi gradatamente da lei, dandomi la possibilità di elaborare il lutto. Per questo ringrazio la sua famiglia per avermelo lasciato fare. Poi, volevo realizzare qualcosa che potesse sintetizzarla, per spiegare a tutti chi fosse e quanto ci avesse dato. Con ‘La nobile rivoluzione’ vorrei mettere un punto. La morte di Marcella è stato un punto di rottura, e da lì si deve lavorare”. Il regista racconta di come attraverso l’attivista sia possibile capire tanti movimenti politici sorti nel tempo, e di come sia necessario tenere aperta una riflessione sui temi che grazie a Marcella hanno trovato uno spazio anche nelle agende politiche: “Marcella è una lente attraverso cui guardare la società negli ultimi decenni. Qualcuno a un certo punto deve riconoscere la storia e scriverla! Io ci ho provato”.

L’aggettivo che Cangelosi utilizza più spesso parlando di Marcella è ‘incredibile’: lo fa riferendosi alle tantissimi esperienze cinematografiche (Di Folco ha lavorato con Fellini – suo pigmalione –, Risi, Sordi, Rossellini, solo per citarne alcuni); lo fa sottolineando la carica davvero ‘rivoluzionaria’ che la donna mise in tutte le sue vite, quella carica che ha fatto di lei una delle figure più significative della lotta per i diritti civili in Italia negli ultimi quarant’anni. “Tutte le sue lotte sono ancora lì: e se tante persone ‘normali’ già le hanno abbracciate, chi sta più in alto nella scala gerarchica è il meno avanzato. Purtroppo stiamo assistendo a un arretramento generale, anche sul piano delle qualità dei diritti sociali. Quello che oggi dovremmo fare, per portare avanti il suo messaggio, è inscrivere i diritti civili in quelli che definirei diritti sociali, che vanno dal diritto alla casa a quello alla salute. Certo, alcuni passi avanti sono stati fatti, cambiamenti ce ne sono stati, ma la strada è lunga”. Oggi Cangelosi sta lavorando alla creazione di un archivio audiovisivo del movimento transessuale: “Stiamo cercando di raccogliere tutto il materiale ancora sparso: tutti possono contribuire, basta andare sul sito"

‘La nobile rivoluzione’ sarà proiettato in anteprima sabato 7 marzo alle ore 20 al Cinema Lumière di Bologna, in via Azzo Gardino: “Il 7 marzo è il compleanno di Marcella. Le è sempre sembrato molto buffa la prossimità con la festa della donna. Non potevamo scegliere giorno migliore per celebrarla”. (Ambra Notari)

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