9 marzo 2016 ore: 14:53
Immigrazione

"Vedere e toccare", il ricettario degli alunni stranieri e italiani

Il libro racconta l'esperienza di una scuola elementare a Fermo, nelle Marche, frequentata da molti stranieri e pochi italiani. La maestra Federica Marconi ha avuto l'idea di esplorare le tradizioni gastronomiche dei paesi di provenienza per valorizzarle: "Mi si è aperto un mondo"
Vedere toccare. Copertina libro
CAPODARCO - "Vedere e toccare, il ricettario di San Tommaso". Un libro curioso, che racconta l’esperienza di un gruppo di alunni di diverse etnie, in una realtà complessa come può esserlo una scuola elementare di un quartiere periferico costruito vicino al mare e abitato da molti stranieri e pochi italiani, come quello di Lido San Tommaso di Fermo, nelle Marche. Nella scuola “Luigi Salvadori” l’insegnante Federica Marconi propone alle sue classi di esplorare le tradizioni gastronomiche dei Paesi di provenienza di ogni alunno. “Mi si è aperto un mondo” racconta  “Qui abbiamo punte che superano il 90% di alunni di etnia straniera, e non sempre è facile trovare argomenti per valorizzarne le tradizioni. L’idea del ricettario mi è venuta perché una volta, in classe, un alunno aveva portato pane arabo. Tutti, dopo una iniziale titubanza, ne avevano assaggiato un pezzo trovandolo squisito. Tutti, tranne uno. Un bambino che proprio non voleva saperne di mangiare quel pane. Avvertivo in lui una sorta di pregiudizio, probabilmente coltivato ascoltando le parole ed i ragionamenti dei più grandi, in famiglia. Ma vedendo che gli altri ne mangiavano e lo apprezzavano, si lasciò finalmente convincere e… Meraviglia delle meraviglie, appena messo in bocca, il suo volto si aprì in uno straordinario sorriso ed esclamò: 'davvero buono questo pane arabo'”.
 
Vedere toccare. Copertina libro
Il percorso di costruzione del ricettario è stato particolarmente interessante. “Si, perché abbiamo favorito lo scambio di informazioni tra i bambini e le loro famiglie, depositarie delle ricette originali” prosegue Federica. “I genitori e i parenti dei bambini sono stati chiamati, mentre a casa preparavano quotidianamente i piatti, a tramandare le ricette ai loro figli insieme ai racconti delle usanze dei paesi di provenienza, utilizzando la propria lingua madre e riportando i propri vissuti culturali”. Il risultato è una pubblicazione che si legge tutta d’un fiato, con curiosità e divertimento, in uno stile assolutamente originale, con ricette che vanno dal matri salato di Jasmain al nian gao di Jing Di e Junxi, dal pakore di Rehmaan ai frascarelli al ragù di Luca. Un ricettario speciale che mescola sapori antichi e contemporanei, italiani e stranieri, locali e lontani, e che ha reso felici i bambini di poter scoprire ed apprezzare sapori sconosciuti e le storie che stanno dietro a queste pietanze.
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