20 marzo 2013 ore: 11:20
Disabilità

"Vi aiuto ad aiutarmi": due libri con i consigli dei ragazzi down

Progetto realizzata dal Ceps di Bologna. Una guida è rivolta alle scuole, l'altra ai luoghi di lavoro. Contengono consigli da parte di persone Down a compagni e colleghi
Down: progetto vi-aiuto-ad aiutarmi - Provincia Bo Down: progetto vi-aiuto-ad aiutarmi - Provincia Bo

Down: progetto vi-aiuto-ad aiutarmi - Provincia Bo

BOLOGNA – Una guida semplice capace in poche regole di aiutare le persone a relazionarsi con chi è affetto da sindrome di Down. È “Vi aiuto ad aiutarmi”, un progetto dell’associazione Ceps che ha portato alla realizzazione di 2 libri che saranno distribuiti in scuole e luoghi di lavoro. Le pubblicazioni sono state presentate durante l’incontro organizzato dalla Provincia di Bologna per celebrare la Giornata mondiale della sindrome di Down, scelta ricaduta sul 21 marzo e voluta dall’Onu per promuovere la cultura della diversità e sfatare miti e preconcetti. Ad ascoltare la presentazione del progetto ragazzi e ragazze con sindrome di Down ma anche genitori e parenti, tutti seduti sui banchi del Consiglio provinciale di Palazzo Malvezzi. Ad aprire l’evento un discorso della Presidente della Provincia Beatrice Draghetti, che ha ricordato come “la cultura del confronto e dell’inclusione di persone disabili sono la priorità per questa istituzione”.

“Vi aiuto ad aiutarmi a scuola” è una raccolta di riflessioni di ragazze e ragazzi Down per aiutare i propri compagni. Alcuni esempi: “L’agitazione per un compito in classe è normale e anche a me piace condividerla con i compagni”; “mi piace fare la merenda con i miei compagni”, “io ho il cellulare, scambiare i numeri con i miei compagni mi fa sentire parte del gruppo”. Pensieri che sembrano scontati ma che non lo sono, e che se condivisi nelle classi permetteranno a tutti di vivere al meglio la quotidianità. Per questo saranno gli stessi autori delle 2 pubblicazioni, in tutto 14 ragazzi e ragazze affetti da sindrome di Down, a condurre una serie di incontri che li porteranno in scuole, fabbriche e uffici. “Vi aiuto ad aiutarmi al lavoro” è invece una raccolta di consigli che le persone con sindrome di Down offrono ai propri colleghi. “La chiarezza dell’organizzazione fornisce maggior sicurezza a vivere la quotidianità nel luogo di lavoro”, è uno dei primi consigli. Eccone altri: “Potete parlare con me da adulti e da colleghi, questo mi aiuterà a maturare la mia identità da adulto e di lavoratore”; “mi fa sentire a mio agio un tono pacato e tranquillo, le urla mi spaventano e le parolacce mi mettono a disagio”; “se vedo un litigio tra colleghi, potrei preoccuparmi; mi farebbe stare meglio ricevere in un momento nel quale sia possibile, una spiegazione, così potrei tranquillizzarmi”.
“L’idea del progetto – spiega Giacomo Busi, che si è occupato della progettazione e dello sviluppo – nasce dall’esperienza di alcuni operatori che hanno iniziato a ragionare con i loro ragazzi. Dopo molto lavoro è nato un vademecum utile a tutti, scritto direttamente da persone con sindrome di Down e destinato a chi lavora o studia accanto a loro ogni giorno”.

“Sono progetti come questi che danno il senso della cooperazione delle associazioni e dei volontari di Bologna e provincia – ha spiegato durante l’incontro Beatrice Draghetti – Nonostante la crisi economica che spesso limita l’apporto del contributo pubblico, la vera ricchezza del nostro territorio sono le esperienze che partono dal basso e che, con le loro competenze, ci rendono oggi più consapevoli del divario che c’è tra bisogni e risposte che possiamo mettere in campo. Come Provincia non possiamo che continuare a lavorare in direzione dell’integrazione e dell’inclusione e ringraziare ogni giorno volontari, genitori e operatori”. (giovanni stinco)
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