24 settembre 2021 ore: 11:08
Giustizia

“Walking for Patrick”, a piedi fino a Roma per chiedere la cittadinanza di Zaki

di Alice Facchini
Sono 880 chilometri quelli che Marino Antonelli percorrerà per promuovere la petizione di Station to Station e spingere il governo a dare subito la cittadinanza allo studente egiziano detenuto al Cairo. Sabato 25 settembre l’arrivo a Bologna con una manifestazione di accoglienza. “Patrick è il simbolo di tutti coloro che lottano per la libertà”
Marino Antonelli per Patrick Zaki

Marino Antonelli a Borghetto sul Mincio, lungo il cammino per chiedere la cittadinanza di Patrick

BOLOGNA – Oltre 800 chilometri, un milione e 500 mila passi per chiedere al governo italiano di dare subito la cittadinanza a Patrick Zaki. È “Walking for Patrick”, l’evento lanciato da Marino Antonelli insieme all’organizzazione Station to Station: Marino è partito a piedi da casa sua a Rezzato, in provincia di Brescia, lunedì 20 settembre, e arriverà camminando fino a Roma esattamente un mese dopo, il 20 ottobre. Un viaggio nato per chiedere la liberazione di Patrick, e promuovere la petizione su change.org per spingere il Governo italiano a procedere subito con l’iter per il riconoscimento della cittadinanza italiana (petizione che ha già superato le 270 mila firme). Sopra la t-shirt tecnica, Marino indossa la maglietta con il volto dello studente egiziano detenuto al Cairo dal 7 febbraio 2020 e il QRcode della petizione. Sabato 25 settembre farà tappa a Bologna, la città dove Patrick si è iscritto all’università: verrà ricevuto da una manifestazione di accoglienza, spinta da Rita Monticelli, docente del master Gemma a cui era iscritto Zaki, Station to Station e 6000 Sardine.

“L’idea di questo cammino è nata durante il primo lockdown, ad aprile del 2020 – racconta Marino Antonelli –. Vivevo questa sorta di contrasto: noi eravamo prigionieri nelle nostre case, ma presto saremmo tornati liberi, mentre Patrick continuava a rimanere in carcere e ogni 45 giorni veniva rimandato a giudizio. E poi stavo leggendo alcuni libri, tra cui l’ultima enciclica di papa Francesco: in quel testo si dice che per ricominciare dopo il Covid non possiamo aspettarci tutto dai nostri governanti, dobbiamo essere anche noi fautori del cambiamento. Ecco perché questa estate ho contattato i ragazzi di Station to Station, con l’idea di questa iniziativa. Così è iniziato tutto”.

Marino ha 59 anni e lavora come impiegato in banca. “Queste sono le mie ferie”, ride. Per riuscire a percorrere a piedi tutti gli 880 chilometri che lo separano da Roma, mantenendo la tabella di marcia, ha cominciato ad allenarsi già a giugno: “Tutti i giorni camminavo 15-20 chilometri nelle campagne vicino a casa, la preparazione è fondamentale”. Questo però non è il primo cammino in cui Marino si sperimenta: l’anno scorso era già andato a Roma a piedi percorrendo la via francigena, e ancora prima aveva fatto il cammino francese per arrivare a Santiago de Compostela (tre volte a piedi e una in bicicletta), più una volta il cammino primitivo e un’altra il cammino portoghese. “Per me camminare è una sorta di liberazione dalla quotidianità – racconta –. Ma questo cammino è diverso da tutti gli altri: pur restando un cammino spirituale e intimo, perché passo tante ore da solo sulla strada, questa iniziativa cerca di essere anche una testimonianza civile. Certo, è una cosa piccola e semplicissima: cosa c’è di più semplice di camminare? Però l’impatto che vogliamo raggiungere è molto grande”.

L’iniziativa Walking for Patrick ha subito avuto un grande successo ed è stata raccontata da giornali e televisioni: “Quando sono partito, non pensavo che avrei avuto tanto seguito – afferma –. Credevo che l’iniziativa sarebbe stata ripresa solo dal giornale locale. Fino a qualche giorno prima, non avevo neanche il profilo Facebook, e Instagram lo usavo sporadicamente. Ora continuano ad arrivarmi richieste di amicizia, e mentre cammino, ci sono persone che mi fermano e mi dicono: ma lei è quello che è passato in televisione?” Marino ha anche ricevuto diverse richieste di persone che vogliono mettersi a camminare con lui: “Stiamo cercando di organizzarci per alcune tratte dopo Bologna – spiega –. È importante che chi cammina con me sia preparato e mantenga un ritmo di marcia simile”.

Dopo la tappa bolognese di sabato 25 settembre, Marino è atteso a Perugia il 10 ottobre, dove parteciperà alla marcia della pace Perugia-Assisi. Il 20 ottobre, infine, è previsto il suo arrivo a Roma, dove parteciperà a un flash mob per chiedere al governo di sbloccare l’iter della legge per la cittadinanza a Zaki, e assisterà all’udienza generale di papa Francesco. “Ci andrò come singolo fedele, ma porterò anche il messaggio di libertà per Patrick – conclude –. L’obiezione che in tanti mi fanno è: perché proprio per Patrick? Ci sono tante persone che soffrono ingiustizie, dovremmo camminare per tutti. Secondo me, però, questa è la solita scusa per non fare niente. Patrick è un simbolo, simbolo dei diritti violati, della libertà d’espressione silenziata, di chi lotta contro i regimi repressivi sacrificando la sua vita. E noi abbiamo il dovere di difenderlo”.

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