20 febbraio 2017 ore: 15:33
Salute

Salute mentale, le associazioni criticano la riforma della Lombardia

Carenze di personale, mancanza di formazione, confusione su chi deve fare che cosa: per le associazioni di pazienti e familiari sono ancora troppi i nodi irrisolti. Don Colmegna, presidente della Campagna per la salute mentale: "L’integrazione tra l’aspetto sanitario e quello sociale non deve rimanere un’affermazione di principio"
don Colmegna. Sorride

MILANO - Carenze di personale, mancanza di formazione, confusione su chi deve fare che cosa: la riforma della sanità lombarda nel campo della salute mentale rischia di naufragare. È quanto denuncia la Campagna per la salute mentale, alla quale aderiscono diverse associazioni ed enti impegnati nella tutela dei pazienti e dei loro familiari. Oggi hanno organizzato nella sede del consiglio regionale un seminario per presentare all'assessore al welfare Giulio Gallera e alle forze politiche i nodi critici dell'attuazione della riforma. “La riforma si pone l’obiettivo, da tempo auspicato, dell’integrazione tra l’aspetto sanitario e quello sociale, ma non deve rimanere un’affermazione di principio", afferma don Virginio Colmegna, presidente della Campagna. Il problema è che mancano diversi tasselli per realizzare i principi: non sono ancora stati completati i

Piani di Organizzazione Aziendale Strategici (POAS), ossia gli strumenti di programmazione con cui le nuove Ats e Asst (le ex aziende sanitarie locali) definiscono il proprio assetto organizzativo e le modalità di funzionamento in attuazione degli obiettivi regionali. Non solo. Il personale che va in pensione non viene sostituito, creando dei vuoti difficilmente colmabili. E poi non ci sono risorse a sufficienza, per dare una vera svolta alla tutela della salute mentale. 

La riforma, entrata in vigore un anno fa, prevede anche la creazione di un Tavolo Salute Mentale, intorno al quale dovrebbero sedere "tutti i portatori di interesse con compiti di orientamento e monitoraggio degli interventi": finalmente l'assessore Gallera ha annunciato, durante il seminario, che proprio oggi il Tavolo è stato costituito con atto formale. Anche se in sala, nessuno ne sapeva nulla, nonostante ci fossero operatori, psichiatri e rappresentanti di numerose associazioni: in pratica, una buona fetta di chi dovrebbe partecipare a quel tavolo. "Ci auspichiamo che questa giornata di lavori sia l'inizio di una collaborazione tra la Regione e le nostre associazioni -aggiunge don Colmegna- Chiediamo di poter partecipare alle decisioni, di poter collaborare al monitoraggio degli esiti dei provvedimenti presi. Nell'interesse di chi soffre e delle loro famiglie". (dp)

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