23 gennaio 2015 ore: 10:53
Economia

Salari da fame, record in Bangladesh con 50 euro al mese

Lo rivela l’ultima indagine della campagna Abiti Puliti. Seguono India, Moldavia e Ucraina. La Georgia è invece il Paese dove la percentuale del salario medio è più bassa in proporzione al costo della vita
Fabbrica di vestiti in cina

ROMA – 50,32 euro. E’ il salario minimo mensile più basso del mondo, quello del Bangladesh, dove gli stipendi mensili sono molto spesso inadeguati al costo della vita delle persone. A rivelarlo è l’ultima indagine di Abiti Puliti, sezione italiana della Clean Clothes Campaign, che ha effettuato una ricerca approfondita sulle condizioni salariali esistenti nel settore abbigliamento e calzature in Italia, ma ha anche preso in esame i salari minimi del mondo. Dopo il Bangladesh, il salario minimo mensile più basso del mondo è quello dell’India (50,32 euro). Seguono Moldavia con 71 euro, Ucraina con 80, Indonesia con 82, Romania con 133, Bulgaria con 139, Cina con 174, Serbia con 189, Turchia con 252.

“Molti paesi – è spiegato nell’indagine - hanno dato più importanza al cosiddetto sviluppo economico che alla dignità della vita e, col pretesto di voler creare un ambiente attraente, per gli investimenti esteri, hanno fissato salari minimi a livelli ben al di sotto del concetto di dignità. Il Paese che oltrepassa ogni limite è il Bangladesh con 1,67 euro al giorno, seguito dall’India con 1,72 euro. La Cina invece è già a 5,82 euro al giorno. La Turchia a 8,40 euro. Quanto ai paesi europei, il primato al ribasso lo vince la Moldavia con 2,36 euro al giorno, seguita da Ucraina 2,66, Romania 4,43, Bulgaria 4,60, Serbia 6,30”.

La ricerca evidenzia anche la percentuale del salario medio rispetto al livello dignitoso. In questo caso la percentuale più bassa è in Georgia (10%), poi ci sono Bulgaria, Ucraina e Macedonia (14%), quindi Sri Lanka, Bangladesh, Moldavia e Romania (19%), Slovacchia e Cambogia (21%). 

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