18 novembre 2014 ore: 12:57
Immigrazione

Immigrati, la Camera dà il via alla commissione d’inchiesta sull’accoglienza

Servirà ad accertare le condizioni di permanenza dei migranti nei centri di accoglienza, Cie e Cara, ma anche le violazioni di regole e diritti umani. I lavori dureranno un anno. Marazziti (Per l’Italia): “Impedire sovraffollamento e degrado degli standard dei centri”
Immigrati in file. Volti in primo piano

ROMA – Accertare le condizioni di accoglienza dei migranti in Italia, valutare le procedure di affidamento e le eventuali violazioni delle regole nei centri di accoglienza, in quelli di identificazione ed espulsione (Cie) e nei Centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara). Sono questi gli obiettivi della Commissione d’inchiesta monocamerale istituita dalla Camera dei deputati con la seduta del 17 novembre approvando il testo unificato di tre proposte finalizzate alla istituzione di una Commissione sul sistema di accoglienza e di identificazione. Il testo approvato fissa, tra gli obiettivi dell'inchiesta, “l'accertamento delle condizioni di permanenza dei migranti e della efficienza delle strutture nonché di eventuali condotte illegali e atti lesivi dei diritti fondamentali e della dignità umana”, ma anche “la verifica delle procedure per l'affidamento della gestione dei centri, la valutazione dell'operato delle autorità preposte al controllo dei centri e la corretta tenuta dei registri di presenza”. La commissione, inoltre, valuterà anche la “sostenibilità del sistema sotto il profilo economico anche riguardo a possibili, nuove soluzioni normative per la gestione della questione immigrazione”. Tra gli obiettivi anche l’accertamento di “eventuali gravi violazioni delle regole dei centri nonché comportamenti violenti o in violazione di disposizioni normative da parte delle persone ospitate”.

La commissione lavorerà per un anno e sarà composta da 21 deputati, nominati dal Presidente della Camera in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, assicurando la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo. Il presidente della Commissione verrà eletto dai membri della Commissione ed è prevista una relazione conclusiva sulle indagini svolte. Per quanto riguarda le risorse a disposizione della Commissione, la Camera ha autorizzato una spesa di 100 mila euro. “La Commissione parlamentare di inchiesta – ha affermato Mario Marazziti, deputato del gruppo Per l’Italia e presidente del Comitato permanente sui diritti umani - è finalizzata a restituire dignità ai migranti che giungono nel nostro Paese e ad impedire la cronicizzazione del sovraffollamento e degrado degli standard di ospitalità dei centri di accoglienza dei migranti”. Secondo Marazziti, infatti, ad oggi la situazione è da tenere sotto controllo. “Oggi i Cara sono sovraffollati, ci sono meno di 7 metri quadrati a testa– ha spiegato Marazziti -. È quello che rende, secondo le Carte fondamentali europee, i trattamenti inumani e degradanti. In troppi casi nei Cara e nei Cie sono stati ospitati dei minorenni, come a Ponte Galeria a Roma. La carenza di interpreti nei Cara può danneggiare gravemente i rifugiati e creare problemi di ordine pubblico”. Per Marazziti, però, la Commissione non servirà soltanto a fare luce sul sistema di accoglienza, ma sarà utile anche per fare in modo che la rete Sprar “offra soluzioni più integrate nelle città, con numeri più bassi e più distribuiti nei territori dei Comuni, evitando ghetti alle estreme periferia”.

Il lavoro della Commissione, infine, secondo Marazziti favorirà anche la trasparenza nella gestione dei diversi centri. “La Commissione sarà una porta di trasparenza – ha aggiunto il deputato -, un aiuto agli operatori contro l’assuefazione al degrado, la verifica delle convenzioni, della qualità dei servizi offerti, delle criticità, e quindi una occasione di proposta qualificata; la verifica delle tipologie del personale scelto, a volte più proveniente da chi ha avuto esperienze nel campo della reclusione che in quello sociale”. Per Marazziti, infatti, l’obiettivo principale della Commissione dovrà essere quello “conoscere e curare, se ci sono, le patologie di un sistema di accoglienza e trattamento degli immigrati, per trovare una fisiologia, utile all’Italia, a tutti”. Secondo il deputato di Per l’Italia, non si tratta di “trovare chi, se c’è, può avere lucrato sulle difficoltà. Ma se c’è, si tratta di reati odiosi, perché speculano sulla sofferenza – ha aggiunto -. Noi abbiamo un’alta considerazione del lavoro delle forze dell’ordine, delle cooperative sociali, che si trovano ad operare in condizioni difficili. Ma troppe volte siamo arrivati al limite, con gravi disfunzioni, limitazioni e offese della dignità personale, e, alla fine, con un danno grave”.(ga)

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