29 aprile 2004 ore: 14:08
Salute

Si stima che nelle Marche siano circa 70mila i casi di diabete, la metà non ancora diagnosticati. La Regione avvia uno screening preventivo tra i dipendenti

ANCONA – Si stima che nelle Marche siano circa 70mila - la metà non ancora diagnosticati - i casi di diabete, malattia a forte ricaduta sociale, in crescita nella regione. Ragione che ha spinto l’amministrazione regionale ad avviare   uno screening preventivo tra i dipendenti  che, giovedì 6 maggio dalle 9.30 alle 12.30, gratuitamente presso la sede della Giunta Regionale (sala Raffaello), potranno sottoporsi ad esami finalizzati essenzialmente alla rilevazione dei valori glicemici e della pressione arteriosa. L’iniziativa è promossa dall’associazione per la tutela dei diabetici di Ancona, con il supporto scientifico dell’Unità di Diabetologia dell’Inrca di Ancona diretta dal professor Paolo Fumelli. Gli esami, osa, interessano 1.680 lavoratori: 1.439 della Giunta, 143 del Consiglio, 98 in servizio presso gli enti strumentali (Arpam, Assam, Armal). I risultati dello screening saranno valutati dagli specialisti che forniranno anche utili indicazioni su come prevenire ed eventualmente curare la malattia.

 

A preoccupare è soprattutto l’incidenza del diabete mellito, patologia in cui il pancreas non produce affatto o produce quantità insufficienti di insulina con conseguente somministrazione di insulina. Una prima serie di esami effettuata in diversi ambienti di lavoro (Telecom Marche, Carabinieri, Guardia di Finanza, Comune di Camerano, circoscrizioni di Ancona) ha fornito utili risultati per la tutela della salute dei cittadini. “Sono stati scoperti - precisa Fumelli - soggetti diabetici che non sapevano di esserlo: in genere, uno per ogni paziente già diagnosticato. Questo perché, di solito la malattia non dà alcun sintomo ma, se trascurata, può provocare, nei casi più gravi, infarto, perdita della vista e cancrena del piede. Le principali cause – aggiunge - sono la vita sedentaria, l’errata alimentazione e lo stress psichico. Da qui l’importanza, oltre che di una corretta informazione, anche della diagnosi precoce della malattia”.  
© Copyright Redattore Sociale