27 maggio 2016 ore: 14:14
Immigrazione

Contrasto al caporalato, firmata l'intesa. Alfano: "Da oggi lotta più dura"

Servizi di trasporto gratuiti casa-lavoro, presidi medico-sanitari mobili, tutela legale e sportelli per l’incontro di domanda e offerta di servizi abitativi. Sono questi gli obiettivi prioritari del documento sottoscritto oggi al Viminale. Martina: “Spero che il ddl sul caporalato arrivi presto in Aula”
Contrasto al caporalato. Guardia di finanza

ROMA - Servizi di trasporto gratuito casa-lavoro per i lavoratori agricoli, presidi medico-sanitari mobili, attivazione di servizi di informazione e tutela legale, utilizzo di beni confiscati alle mafie per creare centri di servizio e assistenza sociosanitaria e sperimentazione di sportelli di informazione per l’incontro tra domanda e offerta di servizi abitativi. Sono questi gli obiettivi prioritari del protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo firmato oggi al Viminale dal ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Un’intesa sottoscritta anche dall'Ispettorato nazionale del lavoro, le regioni Basilicata, Calabria, Campania, Piemonte, Puglia e Sicilia, e insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura e Cna, Caritas, Libera e Croce rossa italiana. “Da oggi parte una lotta ancora più dura al caporalato - ha spiegato il ministro Alfano -. Abbiamo deciso insieme alle regioni e alle associazioni di categoria di fare una vera e propria battaglia specifica e mirata contro il caporalato. Significa un investimento comune di energie con regioni e associazioni di categorie”. 

Un protocollo denso di interventi, quello sottoscritto oggi dai tre ministri. Il testo, infatti, oltre agli obiettivi prioritari sottolineati dallo stesso Alfano, prevede anche progetti pilota che prevedano “l’impiego temporaneo di immobili demaniali in caso di necessità di gestione delle emergenze connesse all’accoglienza dei lavoratori stagionali”, la predisposizione di “bandi per promuovere l’ospitalità dei lavoratori stagionali in condizioni dignitose e salubri, per contrastare la nascita o il perdurare di ghetti”. Il documento inoltre prevede anche l’organizzazione di servizi di distribuzione gratuita di acqua e viveri di prima necessità per i lavoratori stagionali, l’attivazione di “servizi di orientamento al lavoro mediante i Centri per l’impiego e i servizi attivati dalle parti sociali in prossimità del luogo di stazionamento dei migranti, per consentire un facile accesso ai servizi forniti dallo stesso ente”. Il documento, infine, prevede anche l’attivazione di sportelli informativi con unità mobili e mediatori culturali e l’istituzione di corsi di lingua italiana e di formazione lavoro per i periodi successivi all’instaurazione del rapporto di lavoro agricolo. Attività, ha spiegato Alfano, che mirano a “rimuovere le condizioni di bisogno del lavoratore stagionale che possono alimentare situazioni di illegalità”. 

Le attività previste dal protocollo, spiega il Viminale, saranno finanziate anche attraverso il Pon Legalità e il Fondo Asilo Migrazione e Integrazione. La regia degli interventi sarà affidata alle Prefetture, ha aggiunto il ministro dell’Interno, grazie all’attivazione di tavoli permanenti, presieduti dei prefetti e finalizzati a individuare i progetti da realizzare in base alle esigenze delle singole realtà territoriali. A garantire un coordinamento centrale “tecnico e amministrativo” per quanto riguarda l’attuazione del protocollo, sarà un “Gruppo di lavoro” composto dai rappresentati dei dicasteri, delle regioni e delle organizzazioni firmatarie. “Si tratta di un protocollo molto operativo - ha aggiunto Martina - che si inserisce nella strategia complessiva del governo avviata dal 2014 con la costituzione della rete del lavoro agricolo di qualità.  Da quel decreto ad oggi sono stati fatti passi molto importanti soprattutto sul versante agricolo, perché l’agricoltura sana batte e batta sempre le piaghe del caporalato. Abbiamo un’alleanza fondamentale col sistema associativo del mondo agricolo e più in generale del terzo settore: è chiave per gestire tante situazioni e risolvere nodo storico per questo paese che va aggredito con una capacità di intervento superiore che questo protocollo ci consente”. Seguito con attenzione anche l’iter del ddl conto il caporalato. “Continua nostro lavoro perché al Senato si concluda l’iter parlamentare di discussione e votazione della legge contro il caporalato - ha spiegato Martina - oggi in commissione agricoltura e che nel giro di qualche settimana spero possa approdare all’Aula”.

Per il ministro Poletti, con la firma del protocolli “è nata una bella alleanza contro il caporalato che dà ad ogni soggetto un compito, una responsabilità e una opportunità. Abbiamo fissato gli obiettivi e ognuno potrà cercare di dare il meglio di sé per ottenere il risultato in una logica che supera l’idea dell’emergenza e assume l’idea dell’urgenza”. Per il ministro è necessario “agire in maniera sistematica e organizzata” contro l’illegalità, ma occorre porre attenzione anche sul tema della sicurezza e della salute nell’ambito del lavoro agricolo. “Alcuni fenomeni tragici avvenuti sono chiaramente collegabili a fatti ambientali - ha affermato il ministro -. Dico sempre che se ci sono 40 gradi di temperatura all’esterno, sotto un tendone e in una tenda ce ne sono di più. Dovremmo provare a capire come fare in modo che nel modello di organizzazione del lavoro in agricoltura ci sia uno sforzo in più. Se da una parte dobbiamo preoccuparci di combattere il caporalato e l’illegalità, dall’altra parte tutelare la salute di tutti quelli che lavorano in agricoltura”.(ga) 

 

© Copyright Redattore Sociale