29 novembre 2018 ore: 12:59
Salute

A Bergamo 25 opere d'arte entrano in corsia per abbellire due ospedali

Grazie al progetto "La cura e la bellezza", promosso da Humanitas e Accademia Carrara, oltre 400 metri di pareti del Gavazzeni e della clinica Castelli sono stati ricoperti da gigantografie delle opere di artisti come Botticelli, Canaletto, Hayez, Lotto e Raffaello
La cura e la bellezza 1
La cura e la bellezza 1

MILANO - Dal Botticelli al Canaletto, da Hayez a Lotto e Raffaello. Le gigantografie di alcune delle loro opere abbelliscono sala d'aspetto, corsie, bar e palestre di due ospedali che da circa un anno costituiscono un unico grande polo sanitario: l'Humanitas Gavazzeni e Castelli di Bergamo. È il risultato del progetto "La cura e la bellezza" promossa dallo stesso ospedale e dall'Accademia Carrara. Sono 25 le opere d'arte custodite dalla pinacoteca bergamasca riprodotte per il progetto: 400 i metri quadrati totali di parete ricoperti dalle gigantografie. Con un aspetto particolare: grazie a un approfondito lavoro preparatorio con fotografi e grafici specializzati, i segni delle pennellate e le crepe delle tele vivono ora su superfici molto ampie, rivelando dettagli altrimenti invisibili all’occhio umano. “Innovazione, ricerca, formazione, efficienza: tutto questo è ospedale – spiega Giuseppe Fraizzoli, amministratore delegato di Humanitas Gavazzeni e Castelli -. Ma l’esperienza di cura è innanzitutto un incontro, una relazione. E cosa meglio dell’emozione avvicina le persone? Qui si gioca il ruolo della bellezza, un valore fondante della cultura italiana a cui tutti siamo sensibili”. 

"La scelta dei dipinti non è casuale, ma mira a ricostruire un ambiente dalla forte carica emotiva seguendo il filo conduttore della bellezza, declinata in molti modi coerenti con l’ospedale che li accoglie -spiegano i curatori del progetto-: dal gesto di affetto all’intensità di uno sguardo fino a paesaggi rasserenanti". L’immagine simbolo è San Girolamo e il Leone, evocativa del gesto di cura e forte riferimento a Bergamo, con l’animale che troneggia anche sulle Mura venete di città alta, patrimonio UNESCO dal 2017. Allo sportello prenotazioni le persone possono ammirare il gioco di sguardi e gesti ritratti da Lotto in Nozze mistiche di Santa Caterina d’Alessandria. Lungo il percorso che porta alla palestra di riabilitazione si incontrano i personaggi delle Storie di Virginia di Botticelli. In una delle sale d'attesa si incrocia il dolce sguardo di San Sebastiano di Raffaello. Il vapore delle Cascate del Serio (opera di Andrea Marenzi) rapisce lo sguardo verso l’alto, dove sgorga l’acqua, a 10 metri d’altezza sulla parete che sovrasta il bar dell’ospedale. 

La cura e la bellezza 2

Anche i medici, gli infermieri e lo staff di Humanitas ha collaborato alla scelta delle opere. E ora a illustrarne gli aspetti meno intuibili, saranno proprio loro e per questo stanno seguendo momenti di formazione con i curatori della Carrara per diventare i punti di riferimento di pazienti e ospiti. Grazie alle didascalie di accompagnamento alle immagini, l’osservatore può approfondire la conoscenza dell’opera fotografando il QRcode per accedere al sito internet dedicato a La Carrara in Humanitas. Nel portale, oltre alle informazioni sull’autore e sulla storia dell’opera, si trovano anche aggiornamenti sulle iniziative per i cittadini e un Guest Book in cui lasciare il proprio commento. Infine, pieghevoli  in distribuzione alle reception, con tanto di mappe, danno il senso complessivo del percorso nei due ospedali segnalando le aree interessate da La Cura e la Bellezza.

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