4 maggio 2021 ore: 16:05
Società

A Bergamo studenti protagonisti di un corto sul covid

“La porta verso il futuro” è il titolo del film diretto da Alberto Nacci, in cui gli alunni dell'Istituto tecnico Majorana di Seriate raccontano il dolore e il disagio vissuti durante la pandemia. È on line a disposizione delle scuole che vogliano avviare percorsi di riflessione

MILANO - Dal 4 maggio, ad un anno esatto dalla fine del lockdown totale, è on line il nuovo cortometraggio del registra Alberto Nacci ‘La porta verso il futuro”, su scuola e covid a Bergamo. La visione collettiva di questo film darà il via a percorsi di riflessione che proseguiranno nelle scuole da qui all’estate con il progetto ‘Cerca la Luce in ogni cosa’, elaborato da un gruppo di docenti dell’IISS Majorana di Seriate (BG) e promosso dalla Rete SPS ‘Scuole che promuovono Salute’ oltre che dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

“Dalla bergamasca, terra simbolo della tragedia del Covid, vogliamo lanciare uno sguardo di fiducia e speranza verso il futuro – spiega la Dirigente dell’Ufficio Scolastico di Bergamo, Patrizia Graziani –, invitando tutte le scuole d’Italia a guardare questo cortometraggio come atto di memoria collettiva, non fine a sé stessa ma come stimolo e ‘ponte’ verso un futuro migliore”.

Dal dolore e dal disagio dei giovani prende avvio la sceneggiatura del corto di Alberto Nacci, da anni impegnato nella produzione di film su tematiche sociali, che su richiesta dell'IISS Majorana di Seriate (BG) ha realizzato il film, coinvolgendo studenti e docenti affinché, spiega, “potessero mettersi in gioco e dare voce ad emozioni individuali e collettive, senza retorica e con la speranza che questo terribile periodo possa averci insegnato qualcosa”.

“La pandemia è stata per la nostra scuola un colpo durissimo e inaspettato – dichiara la dirigente dell’IISS Majorana, Anna Maria Crotti -, che abbiamo saputo affrontare con tanto spirito di servizio e mettendo in campo risorse inedite. Ora vogliamo sostenere e accompagnare gli studenti nell’elaborazione di quei lunghi mesi a tratti molto difficili, spalancando loro ‘La porta verso il futuro’ e valorizzando quanto di positivo è nato da quest’esperienza che, altrimenti, rischia di restare per tutta la loro vita solo un brutto ricordo”.

"Il mio incontro con il mondo della scuola è stato inevitabile - dice Alberto Nacci -; il cinema, con la possibilità di interpretare il metalinguaggio dei suoi protagonisti, va a toccare corde profonde ed emozioni spesso difficili da esprimere, e per questo può avere un ruolo fondamentale nella rielaborazione dei propri vissuti".

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