4 luglio 2011 ore: 14:31
Disabilità

A Bologna arriva Maximiliano, esperto di accessibilità. “La priorità? I negozi”

Web designer di professione, Maximiliano Ulivieri ha 40 anni ed è affetto da distrofia muscolare fin da piccolo. È arrivato in città a gennaio, ma ha già aperto il sito “Bolognaforall” per segnalare le situazioni inaccessibili e proporre soluzioni
BOLOGNA – La campana dell’allarme anti-incendio strilla, gli addetti della Sala Borsa fanno uscire tutti, l’edificio, la principale biblioteca cittadina, si svuota in fretta. Solo una persona rimane dentro, “intrappolata” al secondo piano dietro una porta antincendio, semplicemente perché per una sedia a ruote, in una situazione del genere, con gli ascensori inutilizzabili, non c’è via d’uscita. Solo che quella persona è un vero esperto in tema di accessibilità: si chiama Maximiliano Ulivieri, ha 40 anni e fin da bambino è affetto da distrofia muscolare.

Il video con cui documenta la disavventura ha fatto il giro del web: “Per fortuna era solo una prova, e lo staff della Sala Borsa alla fine mi ha portato giù in braccio per le scale – racconta Maximiliano –, però il problema esiste: i cartelli ‘in caso d’incendio vietato usare l’ascensore’ mi hanno sempre fatto ridere, perché le scale ovviamente non posso prenderle”. Ma al di là del caso specifico, l’episodio diventa l’occasione per parlare dell’accessibilità in generale a Bologna. Arivato in città a gennaio, Maximiliano non ha perso tempo e tre mesi fa ha aperto il sito “Bolognaforall” (http://www.bolognaforall.it/): uno spazio per segnalare quello che non va, ma anche per proporre soluzioni. Un esempio? “L’80% dei negozi a Bologna è inaccessibile per via di scalini alti anche 20 centimetri – spiega – ma basterebbe che gli esercenti si dotassero di pedane pieghevoli per far entrare anche i disabili”.
 
Nato nei dintorni di Piombino, web designer di professione, Maximiliano gestisce due portali dedicati all’accessibilità e al turismo solidale (oltre a “Bolognaforall” c’è anche http://www.diversamenteagibile.it/). “Non mi piace protestare e basta – spiega –, mi interessa proporre delle soluzioni. Sono convinto che si debba puntare su questi temi, possono diventare delle occasioni di lavoro importanti anche per le stesse persone con disabilità”. E sul sito dedicato all’accessibilità di Bologna ci sono già diversi casi da segnalare, dalle chiese agli autobus. “Purtroppo si tratta di problemi che riguardano l’Italia in generale – spiega Maximiliano –, anzi Bologna è più avanti rispetto a molte altre città, però delle cose da aggiustare ci sono anche qui”. La priorità, visto che siamo in tempo di saldi, sono proprio i negozi. “La situazione è avvilente, se non fai niente per agevolare l’entrata di un disabile è come dirgli di non entrare. Va bene, abbattere lo scalino creando scivoli interni è costoso, ma una pedana pieghevole costa 400 euro: se si lanciasse un progetto, magari con Comune e Ascom, potrebbe essere una soluzione fattibile”.
 
E in effetti Maximiliano sta già lavorando per portare alcune proposte all’amministrazione comunale. Durante la campagna elettore c’è anzi già stato un incontro con l’allora candidato sindaco Virginio Merola. “Una delle idee era creare una sezione sul sito di Iperbole, oppure collegarlo a Bolognaforall – racconta –. È assurdo che la gente chiami me, un toscano che vive a Bologna da pochi mesi, per sapere cosa è accessibile e cosa no”. Il progetto, insomma, è di far capire che l’accessibilità non è più solo un gesto di solidarietà verso gli altri, ma anche un’occasione per la città di darsi una nuova immagine. “Io e mia moglie Enza siamo arrivati a Bologna da poco, è vero, ma vogliamo che migliori sotto l’aspetto dell’accessibilità. E siamo convinti che Bologna ci potrà stupire”. (ps)
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