1 gennaio 2019 ore: 15:27
Società

A Bologna la Marcia per la pace, Prodi: “Pace è pilastro dell'Europa unita”

Oggi alle 15.30 da piazza VIII Agosto a piazza del Nettuno dove si ascolteranno le testimonianze di chi promuove la pace ogni giorno. L'iniziativa è dedicata alla pace e all'accoglienza nel rispetto della giustizia e della dignità come ha ricordato Alessandro Bergonzoni
Bologna, piazza maggiore
BOLOGNA – “È la pace l'anima dell'Europa. Furono quel desiderio di pace e di solidarietà tra i popoli, dopo le devastazioni dei due conflitti mondiali, che i padri fondatori vollero al centro della nostra Unione. E da 70 anni, entro i suoi confini, l'Europa ha garantito la pace. Così non è stato tutto attorno a noi: dall'Africa al Medio Oriente, una 'guerra a pezzi', come è stata definita dal Papa, ha coinvolto intere nazioni, comunità religiose e ha travolto senza distinzione uomini, donne, bambini, giovani. Nonostante piccoli spiragli di speranza si accendano persino nella martoriata Siria oggi, in occasione della Marcia, dobbiamo ribadire la necessità di riscoprire la pace quale pilastro della vita dell'Europa unita e quale valore cui ciascuno di noi è chiamato a contribuire”. Con queste parole, Romano Prodi ha sottolineato il significato della partecipazione alla quarta edizione della Marcia della pace che apre il 2019 a Bologna ed è patrocinata dall'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, dalla Città metropolitana e dal Comune di Bologna, dall'Università di Bologna.
 
Nata sull'onda degli attentati terroristici del 2015 a Parigi e del conflitto siriano su iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII, la Marcia della pace si è rivolta da subito a tutte le associazioni confessionali e laiche, reti civiche, comunità, gruppi informali, realtà interculturali e cittadini dando vita nel 2016 all'esperienza del Portico della pace, un luogo civico di incontro e confronto di ogni linguaggio, di ogni cultura e di ogni fede religiosa. Il primo gennaio 2019 la Marcia parte alle 15.30 da piazza VIII Agosto per arrivare in piazza del Nettuno dove alle 16.30 si potranno ascoltare le testimonianze di persone che ogni giorno promuovono la pace: Sara Manisera, giornalista freelance che abita a Beirut e che, nel 2018, ha vinto il Premio Archivio Disarmo “Colombe d'oro per la pace”, Ettore Mazzanti di Medici senza frontiere Italia, Monica Caula del Comitato Riconversione della Rwm di Iglesias (la terza industria di armi del nostro Paese), Massimo Bosso sindaco di Casalecchio di Reno che fa parte della Rete Europea Città interculturali.
 
La Marcia è dedicata al diritto alla pace e all'accoglienza nel rispetto della giustizia e della dignità come ha scritto Alessandro Bergonzoni, tra i sostenitori del progetto Mediterranea, in occasione della manifestazione. “Ci vuole sempre una marcia in più. La guerra? Fa milioni di vivi, non solo di vittime. A noi salvarli, accoglierli, proteggerli, per 'sicurezza' infinita. E, come per 'decreto', restituire l'usurpato a quei popoli, alle loro terre. S'apra l'era del 'risarcimento': continuiamo a marciare sulle linee di 'nonfine' stendendo i muri a terra e usandoli come ponti per unire come cordoni ombelicali, corridoi umanitari, mischiare, incarnare, perché la razza è solo un pesce che non deve annegare, e la preghiera non ha solo una religione. L'unica differenza che deve prendere corpo dobbiamo farla noi, anche prendendo i corpi (ma ancora vivi), cambiando pelle, o senza crederla meglio di altre. E chi di spada ferisce? La smetta! Pace sulla terra, perché la guerra interra”. Spero che sia di una chiarezza disarmante”. (lp)
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