27 dicembre 2013 ore: 11:31
Immigrazione

A Bologna oltre 3 mila cinesi residenti. Viaggio nella ''Chinatown'' emiliana

Una comunità nella comunità: secondo i dati della Cna i residenti cinesi a Bologna sono oltre tremila. Un quinto è concentrato nel quartiere Navile, zona nord. Il sindacato degli artigiani raccoglie 115 associate cinesi
Roberto Arcari/Contrasto Immigrazione, cinesi in una stazione

BOLOGNA – La crisi? Portatrice di opportunità. La filosofia dei cinesi emigranti potrebbe essere riassunta così. Per loro il lavoro è tutto, e sono disposti a reinventarsi mille volte per fa fronte al problema. Oggi, la Cna (il sindacato degli artigiani), punto di riferimento da decenni per le attività anche degli stranieri in città, raccoglie 115 associate cinesi. Per la metà, sono ditte con sede in zona  Bolognina, le altre sono sparse sul territorio regionale. Ma dopo anni di calo continuo, di serrande abbassate, di conti in rosso, in molti hanno scelto di fare ritorno in patria, che nel corso degli ultimi anni, al contrario dell’Europa, ha segnato una crescita sostanziale su molti fronti. Così hanno fatto anche molti dei cinesi residenti a Bologna, concentrati soprattutto nel Quartiere Navile. I macrosettori di riferimento sono tre: la ristorazione (bar, ristoranti, rosticcerie), il confezionamento di vestiti e borse (in questo caso, sono sempre contoterzisti), i mercati degli ambulanti. Oggi in città i residenti cinesi sono oltre tremila. Un quinto è concentrato nel quartiere Navile, zona nord di Bologna.

boxE' la Bolognina la “Chinatown” emiliana. Lungo via Ferrarese lampeggiano le insegne dei negozi cinesi: parrucchieri, rivenditori di telefonia, alimentari, money transfer, bar, ristoranti. Svoltando in una qualsiasi delle traverse, ci si imbatte in una lunga fila di magazzini tutti uguali gestiti da cinesi. Vendite all’ingrosso di abiti, accessori, intimo. Ci spiegano che non ci sono più laboratori manifatturieri: ora qui ci si occupa di confezionamento, smistamento materiali e distribuzione. I cassonetti della differenziata soffocano dentro metri cubi di cartone e chili di grucce. A mezza bocca, spiegano che loro, comunque, non vivono qui, ma “vicino, questo è solo il posto dove lavorano”. Alcuni dicono di non capire, altri premettono che è tutto in regola, non c’è nulla da vedere, se non la collezione di giacche a vento o di intimo in vista del Capodanno. Ma tra i residenti italiani, c’è chi riscontra qualche fatto – a suo dire – un po’ strano. “Le luci sono sempre accese, 24 ore su 24, anche il sabato e la domenica – spiega una signora –. Dicono che è per motivi di sicurezza, ma si sentono le voci e ci sono camion che continuamente caricano e scaricano, giorno e notte”. “Noi qui, però, non stiamo male: vorremmo un po’ più di tranquillità, ma nel complesso la convivenza è pacifica”, racconta un signore. (ambra notari)

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