27 aprile 2020 ore: 11:13
Disabilità

Coronavirus, a Firenze per i malati di Sla il sostegno è in digitale

La sezione Aisla della città, già da marzo e in previsione di un distanziamento sociale destinato a continuare, ha trasferito in digitale tutti gli appuntamenti dei gruppi di aiuto e di sostegno psicologico

FIRENZE - Il contatto umano non sarà mai sostituibile, ma il digitale aiuta nell'interrompere l'isolamento. Aisla Firenze, già da marzo e in previsione di un distanziamento sociale destinato a continuare, ha trasferito in digitale tutti gli appuntamenti dei gruppi di aiuto e di sostegno psicologico. Servizi indispensabili e apprezzati sia dalle persone con Sla sia dalle loro famiglie.

Gli incontri dei gruppi di aiuto, coordinati da Ramon Morales, "si sono svolti tutti. Non più in un luogo fisico ma con strumenti innovativi perseguendo gli stessi obiettivi: sentirsi vicini, condividere esperienze, ricevere aiuto e sostegno nel momento del bisogno. Un ascolto comprensivo che parte da un'esperienza comune, un momento nel quale potersi aprire senza paura, senza essere compatiti", si spiega dall'associazione. Ai gruppi contribuiscono attivamente anche persone che hanno avuto familiari con Sla e che, per questo, aiutano gli altri mettendo a disposizione la propria esperienza. "La partecipazione è stata di circa 5-6 persone per ogni incontro che, considerando l'età media delle persone con Sla, è un buon risultato".

La dottoressa Daniela Benemei ha offerto fin dai primi giorni di lockdown aiuto telefonico alle persone affette dalla malattia e ai famigliari. Benemei, forte anche di una lunga esperienza nella fisioterapia che le ha permesso di conoscere la realtà dei malati con limitazioni, fornisce sostegno psicologico agli assistiti che ne facciano richiesta. "Un aiuto indispensabile sia nelle prime fasi della malattia sia dopo il lutto. A causa della pandemia" infatti, "il rischio per le persone con Sla, di essere ancor più soli era elevato e intervenire in tempo è stato prezioso. Il sostegno psicologico in digitale è una pratica in crescita a livello mondiale e che durante e dopo l'emergenza conoscerà un nuovo rilancio".

Questi servizi, nota Barbara Gonella, presidente di Aisla Firenze, "sono ancor più indispensabili durante l'emergenza perché i nostri malati si sentivano più soli, avevano paura di non ricevere le stesse cure o le stesse attenzioni a causa di un evento tanto terribile. I familiari caregiver sono molto provati dal carico assistenziale che da due mesi è tutto sulle loro spalle. La possibilità di rivedersi con altri, seppur in video, è un grande conforto per loro". (DIRE)

 

© Copyright Redattore Sociale