10 marzo 2020 ore: 00:00
Immigrazione

A Idlib si muore di fame e freddo. Appello di Unhcr: “Serve azione urgente”

Il 15 marzo sarà il nono anniversario dell’inizio del conflitto in Siria, una crisi tra le più drammatiche e dimenticate. L’aiuto umanitario finanziato solo al 9%. Sami: “Situazione gravissima, lavoriamo per portare aiuto direttamente alle persone. Servono beni essenziali”
Foto da: Agenzia DIRE Idlib - Siria

ROMA - “La situazione peggiora giorno dopo giorno. Neonati e bambini piccoli stanno morendo a causa del freddo”. E’ il grido d’allarme lanciato dall’Unhcr in occasione del nono anniversario del conflitto in Siria, che cadrà il prossimo 15 marzo. Quella siriana è, ad oggi, una delle crisi più drammatiche e più dimenticate al mondo: la situazione della popolazione nella zona di Idlib e nel nord-ovest della Siria è allo stremo. Da dicembre sono circa 950.000 le persone che hanno dovuto lasciare Idlib e Aleppo per salvarsi. Sono in maggioranza donne e bambini, traumatizzati e costretti a dormire all’aperto con temperature gelide perché i campi hanno raggiunto la loro massima capienza. 

 

“L’attenzione politica e mediatica è tutta rivolta alla crisi che si è sviluppata tra Turchia  e Grecia e alla situazione sulle isole greche, ma dobbiamo ricordare che ci sono crisi che continuano a non essere risolte: più di 11 milioni di siriani sono stati costretti a fuggire dalle loro case, il 35 per cento dei bambini non va a scuola, ci sono molti problemi di lavoro minorile e di povertà estrema - sottolinea la portavoce dell’ Unhcr Italia, Carlotta Sami -. C’è bisogno di un’azione urgente, la situazione di Idlib è gravissima, nelle ultime settimane ci sono stati quasi un milione di sfollati, persone cioè che non hanno più un tetto sulla testa e si trovano a fuggire da quella zona muovendosi verso la Turchia, dove il loro passaggio è bloccato. Noi abbiamo già fatto appello ai paesi di frontiera perché questo passaggio sia reso possibile”. 

 

Per far fronte all’emergenza, Unhcr sta cercando di ampliare le attività di emergenza a sostegno della popolazione civile stremata dal conflitto, dagli stenti e dall’inverno. Al 31 gennaio 2020 l'Alto commissariato Onu per i rifugiati, insieme ai suoi partner, ha fornito kit per l'inverno a circa 50.000 persone (10.000 famiglie). Inoltre, tra il 24 febbraio e il 1° marzo nel governatorato di Idlib sono stati distribuiti  kit di emergenza a 5.830 persone. Altre 7.854 persone colpite dal conflitto hanno ricevuto 1.309 tende nei governatorati di Idlib e Aleppo. Inoltre, il 25 e 26 febbraio sono state effettuate due spedizioni tra Turchia e Siria nord-occidentale, trasportando 3.500 kit di emergenza e 900 tende destinate a 22.900 persone di recente sfollate. In totale, 21 camion sono stati utilizzati per effettuare le spedizioni.


Ad oggi però l’intervento umanitario è stato finanziato solo per il 9%. Per questo l’Unhcr lancia la campagna Emergenza Siria.  “L’accesso umanitario è limitato, il cessate fuoco è incoraggiante ma è necessario che venga data a tutte le agenzie umanitarie la possibilità di assistere le persone - aggiunge Sami - Noi stiamo lavorando attraverso diversi interventi: dall’assistenza di base, con beni primari, al supporto psicosociale alle persone. Ma il nostro budget è limitato per questo abbiamo lanciato questo appello urgente. Con i fondi ricevuti lavoreremo direttamente in Siria, distribuiremo kit di beni alimentari e non alimentari, tende per chi è senza un’abitazione e necessita di assistenza  per il periodo invernale”. Per sostenere le operazioni di emergenza di Unhcr in Siria si può donare su https://dona.unhcr.it/campagna/emergenza-siria/
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