5 settembre 2017 ore: 14:29
Salute

A Milano nasce "Casa Emergency", aperta alle persone fragili

La nuova sede, che vuole rispondere alle esigenze delle fasce più vulnerabili della popolazione, si presenta alla città con tre giorni di eventi: dal 15 al 17 settembre. "Solidarietà costante senza nessuna distinzione di razza, sesso, religione"
Casa Emergency - conferenza stampa

MILANO - "Una buona iniziativa perche' aiuta il Comune a recuperare degli spazi come la scuola di via Santa Croce che era abbandonata da molti anni, e al contempo si crea qualcosa per il bene di tutti. È la filosofia di Emergency, da sempre: solidarieta' costante senza nessuna distinzione di razza, sesso, religione". Il sindaco meneghino Beppe Sala ha commentato cosi' la nascita a Milano di Casa Emergency. La nuova sede dell'organizzazione, in via Santa Croce 19, si presentera' alla citta' con tre giorni di eventi, in programma da venerdi' 15 a domenica 17 settembre. Attivita' e progetti sono stati illustrati questa mattina a Palazzo Marino alla presenza del fondatore di Emergency Gino Strada e dalla presidente Rossella Miccio.

"Emergency lavora a Milano dal 2015 con un ambulatorio mobile che offre assistenza medica e servizi di orientamento sanitario qui in citta' e che ha garantito cure a oltre 4500 persone. Per rispondere ai bisogni delle fasce piu' vulnerabili della popolazione, nei prossimi mesi attiveremo uno Sportello socio-sanitario negli spazi di Casa Emergency, aperto a chiunque ne abbia bisogno", ha detto Miccio. La ristrutturazione dell'edificio, circa 3.570 mq di superficie, e' durata 14 mesi ed e' costata circa 4,5 milioni di euro.

"Casa Emergency mostra come sia possibile il recupero di un bene Comune attraverso un percorso fatto di scelte eticamente orientate sia sul piano tecnico che su quello procedurale-metodologico", ha spiegato Raul Pantaleo, architetto che ha curato il progetto. Questo perche' "progettare il bene comune non e' stato tanto nel disegno ne' nella sua concreta realizzazione- ha concluso Pantaleo- quanto piuttosto nell'ampliamento delle possibilita' che individui e gruppi riconoscano, utilizzino e, soprattutto, vedano il progetto stesso come elemento generativo di altri beni comuni". (DIRE)

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