18 novembre 2022 ore: 11:27
Immigrazione

A Palermo apre Meridiano 13, una casa per l'autonomia dei giovani migranti soli

di Serena Termini
Gestita dal Centro Diaconale "La Noce" - Istituto Valdese, è realizzata nell'ambito del programma SAI. L’obiettivo del servizio è quello di favorire un percorso di graduale crescita dell'autonomia personale e sociale dei ragazzi presi in carico in vista della de-istituzionalizzazione dei loro percorsi
Meridiano 13, casa per minori stranieri soli a Palermo

PALERMO - Sono spazi ampi e colorati quelli della nuova casa “Meridiano 13”, curata dal Centro Diaconale "La Noce" - Istituto Valdese. Spazi che accoglieranno alcuni giovani migranti nel loro percorso di autonomia di vita. Si tratta, infatti, di un cosiddetto "appartamento di sgancio". Il servizio, intervenendo nella delicata fase di transizione che caratterizza il compimento del diciottesimo anno di età, nasce proprio dall’esigenza di rispondere alla necessità, per i ragazzi, di lasciare la comunità di accoglienza passando per uno spazio casa autonomo ma sempre protetto. I minori stranieri non accompagnati o neomaggiorenni, infatti, a differenza dei loro coetanei che vivono in famiglia, non possono decidere di posticipare il momento dell’uscita dalla realtà di accoglienza che li ospita: raggiunta la maggiore età giunge per loro il momento cruciale di “sgancio” vissuto spesso con poca serenità a causa delle difficoltà di gestirsi in piena autonomia.

Meridiano 13, è, quindi, una struttura realizzata nell'ambito del programma SAI -  Sistema di accoglienza e integrazione che ospiterà 5 neomaggiorenni provenienti da esperienze di accoglienza in comunità. L’obiettivo del servizio è quello di favorire un percorso di graduale crescita dell'autonomia personale e sociale dei ragazzi presi in carico in vista della de-istituzionalizzazione dei loro percorsi.
L'accoglienza dentro Meridiano13 può durare da 6 mesi a 1 anno, concludendosi con la ricerca di una casa per un’autonomia di più lunga durata. Un processo che prevede una dismissione pensata e maturata per tempo, progettata e co-costruita con i giovani beneficiari. Un passaggio che cerca di preparare in modo graduale l'inserimento nella società, creando le condizioni per la loro autonomia di vita futura.

"Da anni, il nostro impegno viene portato avanti - ha detto Alessandra Trotta, la moderatora della tavola valdese - sempre in una chiave emancipante che è anche lo spirito con cui nasce questo nuovo servizio di Meridiano13. Abbiamo, infatti da sempre evitato la logica assistenzialistica puntando, invece, a cominciare dai giovani, all'accompagnamento delle persone in un cammino di autonomia vera e propria. Pertanto, la struttura di oggi unisce due grossi elementi di impegno per la nostra chiesa, che sono: da una parte quello tradizionale dell'educazione e dall'altra quello dell'accoglienza dei giovani migranti. Questi ragazzi sono una necessità e un arricchimento per il nostro Paese anche guardando alla chiave demografica del calo della natalità. Inoltre, ormai sappiamo, che, spesso, sono giovani che arrivano già con un carico di energie e di competenze di cui abbiamo molto bisogno".

"Meridiano13 nasce da una proficua collaborazione con il comune di Palermo dettata anche dalle esperienze che ha fatto già, in questi ultimi anni, il centro diaconale - ha spiegato Chiara Cianciolo, una delle responsabili coordinatrici di Meridiano 13 - con Casa dei Mirti e con l'Housing Sociale. In questo caso, offriamo ai giovani in uscita dalle comunità una casa appartamento dove poter sperimentare una prima forma di autonomia nella cura e nella gestione della vita quotidiana. Chiaramente, per la risoluzione di alcune necessità ci sarà sempre il nostro affiancamento che è però preparatorio ad un loro futuro di vita in piena autonomia. La casa prevede una permanenza che va da sei mesi a un anno. Durante questo periodo, come palestra di vita, impareranno a gestire tutte le spese di una casa. Ovviamente il progetto di ogni ragazzo verrà valutato nella sua specificità. L'obiettivo è quello di riuscire a fare diventare questi giovani degli adulti consapevoli e dei futuri cittadini responsabili nella comunità territoriale in cui vivono".

"Meridiano13 è la sintesi del sistema di accoglienza integrato (SAI) - ha aggiunto Angela Errore, referente per il comune del SAI - per i minori stranieri non accompagnati voluta dal ministero dell'interno e gestita dal servizio centrale con una rete capillare di enti locali. Palermo, tre anni fa, ha accolto la sfida di trasformare l'accoglienza per i minori stranieri in un modello avanzato integrato che prevede che i ragazzi abbiano non solo vitto e alloggio ma un accompagnamento vero e proprio all'autonomia di vita che prevede corsi di alfabetizzazione, orientamento legale e lavorativo facendoli passare gradualmente da giovani minori ad adulti consapevoli e responsabili della loro autonomia sociale nella città in cui vivono. Meridiano13 è, pertanto, il livello successivo all'accoglienza nelle comunità, dopo il compimento del diciottesimo anno di età, che li porterà gradualmente a sganciarsi definitivamente dal sistema di accoglienza".

All'inaugurazione era presente l'assessore Antonella Tirrito. "E' una realtà che accolgo con grande piacere - ha sottolineato - perché non siamo davanti ad un assistenzialismo ma ad un accompagnamento all'autonomia che nasce proprio dalla condivisione di una casa comune. Sicuramente è il primo passo affinché questi giovani possano diventare cittadini della nostra comunità territoriale. Partire dall'autonomia non significa, però, non farsene più carico ma vuol dire farlo in modo diverso riconoscendo loro quel senso di responsabilità e di fiducia che gli permetterà di andare avanti".
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