27 ottobre 2022 ore: 16:13
Società

La povertà educativa “rimossa da comunicazione e politica”: parola di Rossi Doria

di Chiara Ludovisi
Il presidente di Con i bambini all'inaugurazione della mostra “Stati d'infanzia”: “Lavoro educativo e sociale chiedono tempi lunghi, ma è difficile trovare spazio nei giornali e nei programmi elettorali. Ripartire dal sociale è una sfida culturale, non uno slogan”
Foto: Con i bambini Con i bambini: laboratorio di Hip Hop realizzato negli spazi di MateMu nell’ambito del progetto DOORS

Il laboratorio di Hip Hop realizzato negli spazi di MateMu nell’ambito del progetto Doors

ROMA – C'è il tempo lungo dell'educazione e del sociale e c'è il tempo breve della comunicazione: “Perché in televisione e sui giornali non si dà la parola ai grandi esperiti di educazione, a chi ogni giorno combatte su vari fronti la povertà educativa? Uno o due minuti al massimo, nei talk show televisivi e non più di qualche riga nei programmi elettorali: il lavoro sociale ed educativo è relegato ai margini, ma è la grande sfida. Eppure, 'ripartiamo dal sociale' resta uno slogan, mentre deve diventare sfida culturale”: è l'appello che Marco Rossi Doria, presidente di Con i bambini, lancia tramite Redattore Sociale, tra le fotografie esposte, questa mattina, al Museo di Roma in Trastevere. Qui sarà ospitata, fino al 26 febbraio, la mostra “Stati d'Infanzia – Viaggio nel Paese che cresce”, con gli scatti di Riccardo Venturi e i video di Arianna Massimi. Immagini che raccontano di “cantieri educativi”, dopo averli a lungo osservati e ascolti, per poterli narrare e rendere testimoni di un cambiamento necessario e possibile.

Ma che significa che il sociale “ha tempi lunghi”?
Significa che è fatto di stop and go, di successi che vengono smentiti e smentite che vengono superate: è un viaggio e ha i suoi tempi.

Non è facile raccontare il lavoro sociale, questi cantieri educativi in cui il lavoro procede con lentezza e accortezza...
Non è facile: riescono a farlo, forse, la grande letteratura, la cinematografia, il teatro e grandi forme d'arte. O le fotografie e il video, come abbiamo provato a fare con questo progetto multimediale. Nella comunicazione di tutti i giorni, però, questo racconto non trova una forma: gli esperti di processi educativi sono messi alla periferia dei format televisivi, o relegati in settimanali specializzati.

Un problema solo di comunicazione? O anche di attenzione?
Anche di attenzione: questa grande rimozione nella comunicazione si traduce in una rimozione politica. Per quanto si parli di disagio infantile e dei giovani, tuttavia nella politica non si ha tempo né spazio per approfondire e dialogare su questi temi, che finiscono, se va bene, nell'emendamento ad un articolo già scritto, nell'ultimo passaggio di un ordine del giorno o di un question time, o in un piccolo paragrafo di un programma elettorale. Parallelamente, se dalla politica passiamo all'informazione, troviamo solo slogan, come 'ripartire dalla scuola', o ripartire dal sociale'. Che però non sono slogan da esibire il 22 novembre di ogni anno e poi basta, ma sfida culturale da assumere come priorità.

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