10 giugno 2010 ore: 16:28
Immigrazione

A Roma, in piazza contro la truffa sanatoria

A Santa Maria Maggiore presidio per denunciare quella che gli organizzatori chiamano la “truffa sanatoria”: delle 300 mila domande presentate, un terzo non avrà esito positivo e altre 80 mila sono state già rifiutate. 25 mila quelle poi ancora in attesa d
Alfredo Falvo/Contrasto Minori: ombre sul muro di bambini in fila (Contrasto: Los Angeles 2004, Skid Row, Centrale di polizia)

Foto di Alfredo Falvo

ROMA – Concessione del permesso di soggiorno a prescindere da precedenti espulsioni per essere stati fermati e trovati senza, concessione di una forma di soggiorno “per attesa occupazione” per i lavoratori licenziati nel corso delle procedure di emersione, abolizione dell’idoneità alloggiativa, immediata e nuova regolarizzazione a fronte del numero elevato di chi non ha potuto accedervi (cirac il 55% degli immigrati irregolari secondo dati del ministero degli Interni): è quanto chiedono oggi, in un presidio di protesta a Santa Maria Maggiore, nel quartiere Esquilino, promosso e organizzato dal Comitato Immigrati, i movimenti delle Rete antirazzista, il Comitato Primo marzo di Roma, il Partito di Rifondazione Comunista e il Forum Immigrazione del partito Denocratico di Roma. 
 
“A distanza di mesi dall’inizio della sanatoria promossa e voluta dal governo Berlusconi – sostengono gli organizzatori – è chiaro che si tratta di una truffa per gli immigrati”. Secondo dati del ministero degli Interni al 26 aprile 2010, infatti, di 300mila domande presentate, almeno un terzo no n avranno esito positivo. Si stima inoltre che 80mila domande, di cui il 10% già ha avuto riscontro negativo da parte delle Questure, saranno altresì respinte e sono 25mila le domande che ancora sono in attesa di atti integrativi presso gli sportelli Unici: requisiti di reddito e idoneità alloggiativa sono gli atti che mancano nella maggioranza dei casi. Secondo le Acli, poi, il 30% e il 40% delle famiglie interessate alla regolarizzazione ha rinunciato a presentare domanda a causa, nel primo caso, dei limiti di reddito e, nel secondo, dell’orario di 20 ore previsto per legge. 
 
Per denunciare quella che gli organizzatori del presidio non esitano a chiamare “truffa”, oggi pomeriggio alle ore 15 un presidio e una conferenza stampa chiederanno a gran voce una vera sanatoria. Per tutti. “Le nostre preoccupazioni – scrivono – saranno presentate al ministro dell’Interno, sottolineando che l’emersione dalla clandestinità è un diritto e non può essere gestito come un problema di ordine pubblico”. (eb)
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