22 gennaio 2015 ore: 15:06
Non profit

A San Valentino una raccolta alimentare per gli empori solidali

L’iniziativa del 14 febbraio di Case Zanardi nasce per rifornire gli scaffali degli empori solidali in via Capo di Lucca e via Abba di Bologna. Cantori (VolaBo): “Cerchiamo volontari che vogliano condividere con le persone care un po’ del proprio tempo libero”
Case Zanardi di Bologna. Emporio solidarietà

BOLOGNA – “Abbiamo pensato fosse carino dare la possibilità di condividere con le persone care un momento di solidarietà, un gesto d’amore. Per questo Case Zanardi ha organizzato una raccolta di beni primari per rifornire gli scaffali degli empori solidali di via Capo di Lucca e via Abba il 14 febbraio, giorno di San Valentino”: Violetta Cantori di VolaBo presenta così l’iniziativa in programma sabato 14 febbraio. “Il Banco di Solidarietà di Bologna ci passa il know how. Noi, intanto, lanciamo un appello ai cittadini bolognesi perché dedichino qualche ora del proprio tempo libero per dare una mano all’organizzazione della raccolta”.

10 i punti vendita coinvolti (ipermercati e supermercati), tra Coop e Conad, i marchi che hanno dato la prima fornitura agli empori. A differenza delle altre raccolte, il 14 febbraio Case Zanardi non raccoglierà solo beni alimentari ma anche detersivi, saponette, assorbenti, pannolini, prodotti per l’igiene in generale: “Il nostro non vuole essere solo un sostegno economico – spiega Cantori –, ma anche alle persone, perché non scivolino in uno stato di povertà, perché non vedano venire meno la loro dignità. Perché possono curarsi e stare bene”. Durante la giornata di San Valentino, i volontari potranno impegnarsi nella logistica, distribuire materiale informativo sulla raccolta oppure raccogliere i prodotti donati. Per aderire basta compilare il modulo di adesione

Gli empori di via Capo di Lucca e via Abba, a oggi, sono aperti alle prime 50 famiglie a cui è stata consegnata la social card, ma l’obiettivo è quello di ampliare il numero dei nuclei coinvolti: “I nostri volontari sono bravissimi, appassionati, pronti a stringere relazioni con i clienti, ad accoglierli e ad ascoltarli. Si respira un bel clima: certo, ci sono genitori che preferiscono non venire all’emporio con i figli per evitare che comprendano la loro condizione; ma nella maggior parte dei casi vengono tutti insieme, come succede in un supermercato qualsiasi”. I volontari, insomma, sono il valore aggiunto, ma c’è anche un altro punto di forza, come spiega Cantori: la possibilità di scegliere. Perché non ci sono buste già pronte da consegnare con i beni di prima necessità, ma si passeggia tra gli scaffali e si decide di acquistare quello che si preferisce. Per aiutare nell’approvvigionamento costante degli empori, singoli cittadini, associazioni e aziende possono contribuire anche facendo una donazione online. (Ambra Notari)

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