A scuola senz'auto: collegamenti per l'86% delle scuole italiane
ROMA - In Italia l’86% delle scuole sono raggiungibili con almeno un mezzo alternativo a quello privato. Lo rilevano gli ultimi dati rielaborati da Openpolis-Con i bambini (Miur, 2018): quasi 9 edifici scolastici su 10 sono collegati sia con i mezzi di trasporto pubblico (urbano, interurbano o ferroviario) che con gli scuolabus. La forbice regionale è ampia: si va dalla quasi totalità degli edifici in Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta, Abruzzo e Piemonte (dove il dato raggiunge o supera il 97% degli edifici) a circa 2 su 3 in Campania (64%).
“Uno degli aspetti che più impatta sulla qualità dell’aria e sull’ambiente è il mezzo di trasporto utilizzato per spostarsi. - spiegano gli osservatori di Openpolis - Da questo punto di vista, l’uso dell’auto privata è sicuramente meno sostenibile rispetto al trasporto di massa, come treni e autobus. Mezzi che, tolti i periodi di chiusura dovuti alla pandemia, quotidianamente tante ragazze e ragazzi utilizzano per andare a scuola. Anche perché non tutte le famiglie hanno il tempo o la possibilità di accompagnare i figli a scuola. Per queste ragioni è importante che le scuole di un territorio siano ben collegate con i diversi mezzi di trasporto”.
“L’assenza o il malfunzionamento dei collegamenti tra il territorio e le scuole, oltre a rappresentare un disagio, può essere uno dei fattori che alimentano la dispersione scolastica. Soprattutto nelle aree interne e nei territori meno collegati”
La situazione nei comuni. Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, circa l'84% degli edifici scolastici risultano raggiungibili con mezzi alternativi all'auto. Il dato si attesta attorno al 90% nei comuni cintura (88,7%), l'hinterland delle città maggiori, e nei comuni ultraperiferici (90,5%), distanti oltre 75 minuti dal polo più vicino. Nei comuni periferici (distanza dal polo tra 40 e 75 minuti), risulta collegato l'83% delle scuole.
"Su questi dati impatta - spiega Openpolis - anche la differente offerta scolastica (nei poli sono più spesso presenti le scuole superiori, non collegate con il trasporto attraverso scuolabus). Si tratta inoltre di realtà più urbanizzate, dove il trasporto pubblico è maggiormente caratterizzato da intermodalità, cioè dall'uso di una combinazione di diversi mezzi per effettuare gli spostamenti. È quindi verosimile che solo una minoranza di edifici siano raggiunti dal trasporto interurbano, e che - una volta raggiunta la fermata interurbana - gli spostamenti avvengano con più frequenza, con il trasporto pubblico urbano. Quindi dietro una quota di edifici raggiungibili con almeno un mezzo pubblico può comunque celarsi una maggiore offerta di trasporti nei poli. Mentre spesso non è così per gli edifici scolastici nei comuni più piccoli e interni".