26 gennaio 2016 ore: 14:57
Giustizia

Un carcere più aperto all’affettività e al mondo. I risultati di un anno di attività

Un database per fotografare gli istituti in tempo reale, sorveglianza dinamica, nuovi spazi per l’affettività, l’ingresso di internet e una maggiore attenzione per donne e minori nella relazione sull’amministrazione della giustizia a cura del ministro Orlando, che sarà illustrata giovedì in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario
Carcere. Moglie e figlia fanno visita al detenuto

ROMA - Un database che fotografa in tempo reale la situazione di ogni istituto, la sorveglianza dinamica che apre le celle per 8 ore al giorno e consegna ai magistrati un quadro più incisivo della personalità di ogni detenuto, maggiore attenzione all’affettività, ai minori, alle donne e alle madri detenute. Senza dimenticare il complesso comparto “lavoro”.
Si va via via strutturando, nel processo di riforma avviato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, il nuovo modello di carcere che ha il compito di riconsegnare dignità ai detenuti e un ruolo più consono all’Italia nel panorama del diritto penitenziario europeo.

L’accelerazione per una riforma richiesta a gran voce da più parti l’ha dettata Strasburgo con le condanne che hanno messo nero su bianco una situazione non più accettabile e interventi non più rinviabili, tra diritti negati, trattamenti inumani e degradanti e sovraffollamento degli istituti di pena.
Ma se “è indubitabile che alcuni degli interventi siano scaturiti dalle indicazioni della sentenza “Torreggiani”, è altrettanto vero – si legge nella relazione sull’amministrazione della giustizia 2015 - che numerosi provvedimenti portati a compimento nell’ultimo anno costituiscono il frutto di una elaborazione durevole e sistematica destinata a perfezionarsi nel prossimo futuro”.

Ecco in sintesi gli interventi più significativi evidenziati nel documento curato dall’Ufficio di Gabinetto del ministro Orlando e che verrà illustrato e approfondito nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario prevista per giovedì 28 gennaio presso la Corte di Cassazione.

Fotografia in tempo reale del nuovo modello detentivo. Per monitorare i risultati raggiunti e seguire i successivi progressi “è stato elaborato un database che consente agli istituti penitenziari di inserire, a cadenza mensile, i dati più significativi. Si tratta di uno strumento che permette di avere, a livello centrale e di provveditorati, una fotografia sugli aspetti di maggiore rilevanza di ogni singolo istituto penitenziario, utile per programmare ulteriori interventi migliorativi. Il risultato è che da oltre 9 mesi nessun detenuto ha dimorato in una cella al di sotto dei 3 metri quadrati, e questo anche negli istituti di maggiore complessità, come le case circondariali dei grandi centri metropolitani”.

Sorveglianza dinamica. Declina il nuovo modello di vita nel carcere: “Da un lato, consente l’apertura delle celle e la libera circolazione dei detenuti nella sezione per almeno otto ore al giorno, dall’altro, realizza un esercizio più razionale della funzione di custodia assegnata alla Polizia Penitenziaria che è posta a guardia non di una singola cella, ma della zona di passaggio dei detenuti, con piena osservazione delle dinamiche relazionali”.

L’innovazione responsabilizza i detenuti e consente all’Amministrazione penitenziaria di conoscere più a fondo personalità e cause della devianza criminale: dati importanti che aiutano a produrre relazioni  più complete e offrono ai magistrati di sorveglianza ulteriori elementi che “possono consentire una più estesa utilizzazione delle misure alternative”. Incidendo positivamente anche sul sovraffollamento.

Affettività. Grande attenzione è stata dedicata al modo in cui si declinano i rapporti con i familiari: lo sforzo organizzativo ha permesso un generale incremento dei colloqui su più giorni alla settimana e anche nelle fasce pomeridiane e nelle giornate festive, l’implementazione del sistema della prenotazione delle visite e la previsione, in quasi tutti gli istituti penitenziari, della scheda telefonica.

Minori. Nel primo semestre sono stati circa 120 mila gli ingressi dei minori in carcere. Per attutire gli effetti del contatto con gli istituti, sono stati previsti ludoteche per i colloqui, ambienti dotati di murales e di giochi, colloqui anche in fasce pomeridiane e nelle giornate festive per non ostacolare la frequenza scolastica.

Donne. Sono stati sviluppati diversi protocolli gestionali per adeguare le iniziative istruttive e lavorative destinate alle donne alla molteplicità e specificità dei loro bisogni, con particolare attenzione alle attività di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere ed al femminicidio.
Nel corso del 2015, è stato aperto l’Icam di Torino, realtà che va ad aggiungersi a quelle di Milano, Venezia e Senorbi. Altri Icam saranno, a breve, realizzati a Lauro e a Barcellona Pozzo di Gotto. E’ in corso di predisposizione anche il progetto per la realizzazione di un Icam a Roma.
Per assicurare possibilità di accedere alle misure alternative/sostitutive della detenzione anche alle madri detenute sprovviste di riferimenti familiari e abitativi, è stato sottoscritto un Protocollo di Intesa con il Comune di Roma e la Fondazione Poste Insieme, per la realizzazione di una Casa Famiglia Protetta a Roma che sarà localizzata in un immobile confiscato alla mafia e potrà ospitare sino a 6 genitori con bambini fino ai 10 anni di età.

Internet. E’ stata regolamentata la possibilità di accesso ad internet da parte dei detenuti, aprendo così la strada all’uso dei computer e alle modalità di connessione ad internet per motivi di studio, aggiornamento professionale o famigliari. L’iniziativa è finalizzata a sostenere i percorsi rieducativi e ad ampliare le potenzialità dei progetti trattamentali attivati in collaborazione con il mondo dell’imprenditoria, del privato sociale e con gli Enti Locali.

Lavoro. Anche sul tema del lavoro sono state spese grandi energie per consolidare una cultura orientata a fornire competenze professionali spendibili anche all’esterno, con il pieno contributo del mondo imprenditoriale e delle cooperative.

Edilizia. Sono stati emanati decreti ministeriali di chiusura di alcuni istituti con caratteristiche non adeguate al nuovo modello detentivo e fortemente anti-economici mentre prosegue l’attività istituzionale per la riqualificazione e valorizzazione del patrimonio demaniale in uso governativo all’Amministrazione Penitenziaria. Va, in proposito, segnalato che è stato ottenuto un rilevante aumento dei posti disponibili. In base alle ultime rilevazioni, sono 52.164 i detenuti ristretti negli istituti al 31 dicembre 2015, mentre alla stessa data sono 39.274 quelli in regime di esecuzione esterna. (Teresa Valiani)

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