3 luglio 2014 ore: 14:56
Disabilità

A canestro per la Sla. La Dinamo e la sua Fondazione in campo al fianco dell’Aisla

Sulla maglia da gioco 2014-2015 sarà apposto il logo dell’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica. “Un impegno importante per sensibilizzare e focalizzare l’attenzione sulla Sla, malattia che in Sardegna ha un’incidenza pari tre volte la media italiana”
Facciamo canestro con la Sla

ROMA - La Dinamo Banco di Sardegna e la Fondazione Dinamo comunicano con soddisfazione che sulla maglia da gioco 2014-2015, in piena conformità con le norme previste dal regolamento federale, sarà apposto il logo dell’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), un impegno importante per sensibilizzare e focalizzare l’attenzione sulla Sla, malattia che in Sardegna ha un’incidenza pari tre volte la media italiana.

Come annunciato dal presidente Stefano Sardara in occasione del IV Convegno Regionale di AISLA Sardegna, appena tenutosi a Nuoro, la società bianco-blu e la sua Fondazione saranno a piena e totale disposizione della causa, pronti a veicolare e trasmettere il messaggio, in assoluta sinergia con gli intenti, i principi e gli scopi che il team e la Fondazione Dinamo del presidente Carlo Sardara promuovono con orgoglio sull'Isola, sulla penisola e nell'Europa del grande basket.

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia neurodegenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni, cioè le cellule nervose cerebrali e del midollo spinale che permettono i movimenti della muscolatura volontaria. Aisla da 31 anni si occupa di assistere le persone malate di Sla e le loro famiglie. L’Associazione attualmente conta 60 rappresentanze territoriali in 19 regioni italiane e circa 1636 soci grazie al lavoro di oltre 200 volontari e di otto collaboratori. In Sardegna Aisla è presente da sette anni in tutte le province con otto referenti locali. Nell’isola la malattia ha un’incidenza pari tre volte la media italiana. “L’associazione – spiegano i soci - nasce innanzitutto per condividere la malattia con chi soffre in un percorso di solidarietà e speranza, per tutelare il malato e la famiglia, per collaborare con le istituzioni affinché tutto concorra a garantire una vita dignitosa e piena di aspettative anche in una malattia così drammatica come la Sla”.

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