12 settembre 2013 ore: 15:40
Non profit

Abiti usati per aiutare mamme e bambini in Zambia. Al via il progetto di Humana

Da oggi fino a fine settembre si potrà contribuire all’iniziativa “Facciamo nascere un sorriso”, realizzato da Humana in collaborazione con Prenatal, per fornire supporto sanitario a 3 mila madri in gravidanza e ai loro figli
Stefano Pavesi/Contrasto Povertà: mamma con bambino chiedono abiti usati

Povertà: mamma con bambino chiedono abiti usati

ROMA – Si usano pochi mesi e poi cambia la taglia. Gli abiti premaman e quelli per i bambini hanno vita breve negli armadi. Da oggi fino a fine settembre possono però essere donati a chi ne ha bisogno, contribuendo a un progetto per mamme e bambini in Zambia. Portando i propri capi usati in un qualunque punto vendita Prenatal in Italia, Spagna e Portogallo si potrà, infatti, sostenere la campagna internazionale  “La solidarietà nel cuore”, e ottenere anche uno sconto sull’acquisto di vestiti nuovi.

box L’azione va a sostegno del progetto ''Facciamo nascere un sorriso'', che fornirà assistenza sanitaria a tremila donne in gravidanza e ai loro figli in Zambia. E’ realizzata da Humana People to People Italia Onlus, impegnata da oltre 15 anni in programmi di sviluppo e di educazione ambientale nel Sud del Mondo anche tramite la raccolta di abiti usati. Prenatal, dal canto suo, si è impegnata ad “adottare” 500 mamme, aumentandone il numero ogni 10 like alla propria pagina”.

Il progetto sarà realizzato nel distretto di Kasama, nel nord-est dello Zambia, dove nel 2011  è risultato sieropositivo il 6,8 per cento della popolazione, e l’Hiv è spesso causa di decesso neonatale e in gravidanza. Il tutto in un paese dove  solo il 68 per cento delle donne e il 56% degli uomini è a conoscenza di come si trasmetta il virus, di cui è affetto un quinto della popolazione della capitale Lusaka. L’obiettivo è quindi garantire la salute delle gestanti e dei neonati, con particolare attenzione all’Hiv: dal supporto nella fase antecedente e successiva al parto, con accoglienza in strutture adeguate, alla prevenzione del contagio, tramite screening e informazione su come evitare il contagio sessualmente e di madre in figlio, e formazione di levatrici per ridurre le morti materne e neonatali.

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