31 marzo 2016 ore: 15:06
Disabilità

Ddl "dopo di noi", "attenti alla gestione dei fondi"

"Responsabilita' nella gestione dei fondi". Eccolo il punto cardine su cui fare chiarezza nel Ddl 'Dopo di noi', al vaglio del Senato, proposto da Stefano Giannessi, presidente del Forum ex articolo 26, audito questa mattina in commissione Lavoro al...
Dopo di noi, mano di adulto e di bambino

"Responsabilita' nella gestione dei fondi". Eccolo il punto cardine su cui fare chiarezza nel Ddl 'Dopo di noi', al vaglio del Senato, proposto da Stefano Giannessi, presidente del Forum ex articolo 26, audito questa mattina in commissione Lavoro al Senato. "In un Paese in cui il malaffare e' pervasivo, dovrebbe essere una priorita' nelle indicazioni della legge l'inserimento di tutele e paletti per la definizione delle responsabilita' di chi dovra' controllare la gestione delle risorse. Ci preoccupa la possibile dispersione delle stesse- afferma il presidente- chiediamo che venga fatta una legge completa, senza rimandare ai decreti attuativi".

Il Forum nasce all'indomani dei decreti commissariali della giunta Polverini del 2010 e si occupa di disabilita' dello sviluppo, "ben diverse da quelle acquisite". Giannessi fa sapere di aver gia' presentato una proposta sulla gestione del Fondo al presidente della commissione Affari sociali alla Camera.

A descrivere tale proposta sulla gestione del Fondo per il 'Dopo di noi' e' Giovanni Marcoccia, educatore professionale di un centro diurno ed esponente del Forum: "Come accade nelle associazioni sportive nazionali, abbiamo pensato alla creazione di una societa' mista pubblico-privata, dove il privato, sotto forma di cooperativa, e' una societa' riconosciuta in termini legali, formata da genitori o tutori delle persone prese in carico. Saranno loro stessi a nominare i propri amministratori, a fissarne il compenso e a limitare a 4 anni la durata massima delle cariche".

I genitori e i tutori "non saranno soci a vita di questa forma di cooperativa- avverte Marcoccia- ma cesseranno il loro mandato in caso di scomparsa del congiunto preso in carico. Nella parte pubblica, invece, una commissione verifica poteri dovra' controllare che siano presenti nelle assemblee elettive una rappresentanza minima di delegati, l'efficacia effettiva della quota di personale ammesso e il loro trattamento economico. Proponiamo di raggruppare tre macro regioni (Italia Settentrionale, Italia Centrale e Italia Meridionale) per agevolare sul terriorio la partecipazione dei cittadini".

Marcoccia ribadisce alla commissione Lavoro: "Non dobbiamo fare un ennesimo provvedimento frammentato in 3.000 competenze e avulso da un progetto di vita unico della persona disabile, legato sia alla territorialita' che alla familiarita'. La presa in carico deve essere totale, perche' parliamo di soggetti che andranno presi per mano tutta la vita. È ingiusto, infine, che a seconda di dove si nasca si e' piu' o meno fortunati- conclude- a Roma ogni distretto sanitario ha un criterio proprio". (DIRE)

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