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20 dicembre 2019 ore: 11:51
Disabilità

Access City Award, Bologna si candida per l’edizione 2020

Riconoscere e premiare le città che maggiormente si sono impegnate per divenire più accessibili: Bologna punta alla prossima edizione. Marco Lombardo (assessore lavoro): “Abbiamo lanciato una sfida al mondo confindustriale perché si impegni per promuovere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”
Il centro di Bologna - Foto di RitaMichelon da Pixabay

BOLOGNA – È Varsavia, la capitale della Polonia, ad aggiudicarsi la decina edizione dell’Access City Award, il premio per le Città accessibili. Promossa dalla Commissione europea insieme con il Forum europeo della disabilità, si tratta di un’iniziativa che riconosce gli sforzi compiuti dalle città per divenire più accessibili. E l’Italia? L’Italia si è guadagnata solo una medaglia, in questi primi 10 anni di vita: era il 2015 e sul gradino più alto del podio salì Milano. Ma c’è già chi raccoglie la sfida per l’anno prossimo: Bologna. Pochi giorni fa, il capoluogo emiliano-romagnolo ha lanciato dal palco del Teatro Arena del Sole la sua candidatura per la prossima edizione della manifestazione. Lo fa a partire dai dati delle persone con disabilità in regione presentati, per l’occasione, da Gianluigi Bovini, demografo fino al 2016 alla guida dell’Area programmazione e statistica del Comune di Bologna.

Nel Comune di Bologna si stima che nel 2013 le persone con disabilità fossero 21.200, pari al 5,8 per cento della popolazione dai 6 anni in su. Tra questi le donne avevano una incidenza del 7,5 per cento sul loro totale a fronte del 3,9 per cento per gli uomini. La stima per l’anno 2018 è di 21.300 persone con disabilità, di cui 12.300 con più di 80 anni. Secondo le previsioni degli anni a venire, sempre a partire da un’elaborazione su dati Istat, si stima che nel 2023 le persone con disabilità saranno 21.800; 22.200 nel 2028 e 22.600 nel 2033. “È ora di smettere di pensare che l’accessibilità sia un tema legato solo alle persone con disabilità e loro famigliari – sottolinea Marco Lombardo, assessore comunale con deleghe a Relazioni europee e internazionali, Cooperazione internazionale, Ong, Lavoro, Attività produttive, Politiche per il Terzo Settore, Progetto “Insieme per il Lavoro” –. Sappiamo, per esempio, che saremo sempre più longevi: questo significa che, in prospettiva, l’accessibilità riguarderà tutti”.

L’idea della candidatura di Bologna parte da lontano, da una lettera inviata a luglio da Lombardo alla stampa locale per raccogliere adesioni. Hanno risposto sindacati, curia, cooperative, associazioni. “Poi, avvicinandoci al 3 dicembre, la Giornata internazionale delle persone con disabilità, abbiamo pensato di non concentrare le iniziative solo su quella data – aggiunge Lombardo –. Tutto il 2020 sarà dedicato al confronto e alla progettazione di iniziative volte alla promozione dell’accessibilità. È la prima volta che viene portata avanti una candidatura collettiva di tutta una città”.

La candidatura passerà attraverso un percorso partecipativo a cui saranno invitati tutti gli attori coinvolti a vario titolo sul tema dell'accessibilità, non solo barriere architettoniche, ma anche, per esempio, autonomia lavorativa e fruizione di cultura. Il percorso sarà operativamente guidato dalla Fondazione per l'Innovazione Urbana e porterà, per ogni declinazione del tema accessibilità, dalla mappatura degli interventi esistenti alla co-progettazione di interventi futuri: “Vogliamo raccontare l’accessibilità come tema culturale – continua Lombardo –. Per esempio, abbiamo lanciato una sfida al mondo confindustriale perché si impegni per promuovere l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità”. Proprio per questo motivo, il giorno del lancio della candidatura è stato chiamato a intervenire anche Alberto Balestrazzi, ad per l’Italia di Auticon, fornitore internazionale di servizi IT nato a Berlino nel 2011 che assume solo ragazzi con un disturbo dello spettro autistico per le loro spiccate capacità cognitive particolarmente sviluppate adatte agli ambiti scientifici e tecnologici. “Balestrazzi ha annunciato che apriranno una sede a Bologna”.

L’Access City Award, per i primi tre classificati, prevede anche un premio in denaro (quest’anno erano di 150 mila euro per il primo, 120 mila per il secondo, 80 mila per il terzo) che può essere speso liberamente dalle amministrazioni. “Se dovessimo vincere? Utilizzeremmo quei fondi per realizzare i progetti avanzati dai diversi tavoli di confronto. Il nostro percorso è iniziato da tempo: tra l’altro, circa un mese fa, abbiamo rinnovato il protocollo per gli appalti e, per la prima volta, abbiamo inserito il principio dell’accessibilità. In pratica, tutti i lavori dovranno essere in linea con la progettazione universale”.

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