3 agosto 2022 ore: 13:29
Disabilità

Accessibilità e Pnrr, la Corte dei Conti sui siti culturali. Bene ma non benissimo

Il progetto legato alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei siti culturali è stato avviato, ma non è stata ancora completata l’individuazione dei 617 siti ove realizzare gli interventi, anche con riferimento ai luoghi della cultura pubblici non statali e privati.
museo accessibile

ROMA – Tanto si è fatto ,ma tanto ancora si può e si deve fare: questo, in sintesi, il giudizio della corte dei Conti in merito alla rimozione delle barriere fisiche e cognitive nei siti culturali. In particolare, il relativo progetto è stato avviato, ma non è stata ancora completata l’individuazione dei 617 siti ove realizzare gli interventi, anche con riferimento ai luoghi della cultura pubblici non statali e privati.

E’ quanto emerge dall’esame, approvato con delibera n. 7/2022, che la Corte ha condotto sul programma di interventi, compreso nel Pnrr, relativo alla “Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi”, portato avanti dal ministero della Cultura, “per il quale sono state stanziate complessive risorse pari a 300 milioni di euro – ricorda il testo della Delibera - L’investimento, volto a ridurre gli ostacoli, le disuguaglianze e le carenze strutturali ed informative che limitano l’accesso di tutti i cittadini al patrimonio culturale del Paese, si pone lo specifico obiettivo, da realizzarsi entro il mese di giugno 2026, della rimozione delle barriere architettoniche e dell’installazione di strumenti per consentire l’utilizzo di soggetti con ridotte capacità sensoriali in complessivi 617 luoghi della cultura, così ripartiti: 352 musei, monumenti, aree parchi archeologici, 129 archivi e 46 biblioteche, 90 siti culturali non statali e con una percentuale del 37% degli interventi complessivi da realizzarsi al Sud. Obiettivo correlato è, inoltre, la formazione del personale amministrativo e degli operatori culturali, al fine di promuovere la cultura dell'accessibilità e sviluppare competenze su aspetti giuridici, accoglienza, mediazione e promozione culturale”.

Le criticità

Tra le criticità emerse “dalla prima informativa resa dal Ministero e degli ulteriori elementi conoscitivi acquisiti dai siti ufficiali”, c'è innanzitutto “la tempistica di realizzazione del progetto. I target trimestrali indicati nella documentazione ufficiale prevedono, entro marzo 2022, l’approvazione del Piano degli interventi ed entro giugno 2022 l’adozione del decreto di ammissione al finanziamento, per procedere, a partire dal 2023, alla realizzazione progressiva delle opere, correlata alle risorse stanziate annualmente e fino al completo raggiungimento degli obiettivi complessivi sopra riportati, entro il 2026. In particolare, a livello nazionale è definito, quale primo obiettivo intermedio, la realizzazione di n.150 interventi da realizzarsi entro il II trimestre 2023. Stante la diversa tempistica seguita, invece, dalla Direzione generale, detta adozione, preventiva e propedeutica rispetto al successivo decreto di ammissione al finanziamento dei singoli interventi, non può intervenire se non all’esito della procedura per i siti non statali (12 agosto 2022) ed a conclusione della valutazione delle domande pervenute, ritardando, dunque anche l’adozione del decreto di ammissione a finanziamento, previsto entro il mese di giugno 2022”.

Riguardo la formazione del personale amministrativo e degli operatori culturali, per cuisono stanziate risorse pari ad euro 6.504.761,00, “non sono stati forniti elementi informativi circa le modalità ed i tempi di realizzazione del relativo piano in ambito nazionale”.

La terza criticità riguarda, in particolare, il progetto “A.D. Arte”, per il quale sono previste risorse pari ad euro 32.147.000, 00. “Secondo le informazioni acquisite, il progetto risulta in parte realizzato dalla soc. cooperativa Tandem, quale sistema informativo per la qualità della fruizione dei beni culturali da parte di persone con esigenze specifiche e con l’inserimento di schede di accessibilità per un numero limitato di luoghi, consultabili sul sito www.accessibilitamusei.beniculturali.it. Con la seconda nota istruttoria, pertanto sono stati chiesti elementi informativi aggiornati sui seguenti profili: - attuale stato di realizzazione del progetto, anche in relazione agli obblighi derivanti dall’atto di affidamento alla precedente società; - se diverso, nominativo dell’attuale soggetto gestore e relativo atto di affidamento; - obiettivi di implementazione del progetto e previste modalità di affidamento dei relativi interventi”.

I riscontri

A ciascuna di queste criticità, la Direzione generale del ministero ha fornito riscontro, come riportato nel testo della delibera. In particolare, riguardo le tempistiche, il target di cui al Pnrr non avrebbe previsto uno strumento con funzioni programmatorie relativamente agli interventi di attuazione della Linea di investimento, bensì esclusivamente un documento di indirizzo, particolarmente riferito ai P.E.B.A. (quindi all’eliminazione delle barriere architettoniche). Riguardo la formazione, “la Direzione generale ha riferito essere in via di predisposizione un piano operativo, destinato anche al personale degli enti pubblici diversi dal Ministero e del quale si prevede il completamento entro ottobre 2022, cui dovrebbe fare seguito una procedura di evidenza pubblica per l’affidamento del servizio”.

Le carenze accertate

Considerato quanto rilevato e i riscontri ricevuti, la Corte dei Conti, “accerta le carenze gestionali, al momento non rilevanti e come tale non implicanti le conseguenze (di cui all’art. 11 della legge n. 15 del 2009 e dell’art. 22 del d.l. n. 76 del 2020), rappresentate dalla mancata tempestiva ed efficace adozione delle attività propedeutiche alla realizzazione del progetto”.

Di conseguenza, raccomanda al ministero della Cultura “di adottare una compiuta pianificazione degli interventi da realizzare, procedendo altresì, medio tempore, ad una pianificazione degli interventi da effettuare sui siti culturali statali, anche sotto il profilo economico-finanziario, nel rispetto di quanto comunicato dal Governo italiano in sede europea”. E di “assicurare, nella fase di realizzazione degli interventi ammessi a finanziamento, il concreto perseguimento degli interessi posti alla base degli ulteriori criteri di selezione, attualmente retrocessi rispetto a quello dell’immediata realizzabilità, assunto a criterio preminente.

Riguardo la AD Arte, raccomanda di “definire ed approvare la relativa progettazione in vista di una fruibilità da parte degli utenti coerente alla realizzazione degli interventi, al fine di garantire la sinergia tra le due Linee di attività, necessaria all’efficienza della spesa per ciascuna di esse e ponendo attenzione ai profili di congruità tecnico-economica del progetto”. Infine, per quanto riguarda la formazione del personale e degli operatori dedicati, raccomanda di “predisporre il piano operativo, gli atti della procedura di evidenza pubblica ed il conseguente affidamento del servizio con tempistiche coerenti alla realizzazione degli interventi, al fine di garantire la sinergia tra le due Linee di attività necessaria all’efficienza della spesa per ciascuna di esse”.

In sintesi, la Corte raccomanda di “assicurare il rispetto degli obiettivi connessi alla realizzazione dei primi 150 interventi entro il secondo trimestre 2023”.

 

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