8 settembre 2015 ore: 13:13
Immigrazione

Accoglienza, "città rifugio per i migranti in transito"

Le proposte di Sant'Egidio. Pompei, responsabile immigrazione: la scoperta sorprendente di questi ultimi giorni è che l'Europa ha un cuore. Tra le priorità per la Comunità: allestire accoglienze "sosta" per i migranti che entrano in Ue devo proseguire il viaggio e sponsorizzazione per singoli e famiglie
Richiedenti asilo volti - accoglienza

Roma - "Quella delle migrazioni e' la sfida ai nostri valori fondanti, al nostro continente invecchiato precocemente. Ci si confronta con una domanda radicale: se possiamo dirci o no Umani". Cosi' Daniela Pompei, responsabile per l'immigrazione della Comunita' di Sant'Egidio, intervenendo alla tavola rotonda "Migranti, una sfida globale" che si svolge a Tirana all'interno dell'incontro per la pace organizzato dalla Comunita' di Sant'Egidio: la sfida non sono le polemiche o 'vertici asfittici', ma i valori fondanti- personali e comuni- dell'Europa e degli europei. Utilizza quelle che definisce 'due icone' per raccontare quello che sta accadendo in questi mesi: la prima e' quella del piccolo bambino siriano, Aylan Kurdi, morto sulla riva del mare in Turchia: "Non dimenticheremo mai piu' questa immagine. Un bambino di poco piu' di tre anni, che aveva preso il gommone con i suoi genitori per cercare salvezza. Nella sua breve vita ha conosciuto solo la guerra. Questa foto rappresenta la tragedia immane di questo esodo di profughi. Rappresenta anche la colpevole inerzia dei paesi europei", dice Pompei. Ricorda poi l'appello per Aleppo del fondatore della Comunita' di Sant'Egidio Andrea Riccardi per la pace ad Aleppo.

La seconda icona e' "quella bellissima foto apparsa sui social, che si e' diffusa in modo virale, ed e' stata ripresa da tutti i giornali europei. Una donna, ricca, greca- e non e' un fatto secondario- non giovane ma bella, che- dopo averlo salvato dal naufragio- abbraccia un giovane profugo siriano in fuga dall'orrore della guerra, stremato dopo tredici ore in acqua. Sarebbe morto. Un abbraccio". E su questa immagine Pompei insiste con forza come una nuova chance per l'Europa: "c'e' bisogno in questo tempo di una nuova visione per l'Europa, di andare oltre lo spaesamento e la paura dell'invasione. C'e' bisogno di una visione sulle migrazioni che tragga la propria forza dalla storia, dalla conoscenza, dalla speranza, dalla fede e dal sogno di una vita migliore per tutti. La scoperta sorprendente di questi ultimi giorni e' che l'Europa ha un cuore! Gli europei hanno un cuore! Commozione, indignazione, solidarieta'. Sono gli atteggiamenti che stanno emergendo con forza, scuotendo da un torpore e da una cappa plumbea e impenetrabile. Gli europei stanno dimostrando di essere piu' avanti di chi li governa o di chi ne da' una rappresentazione solo impaurita e in posizione di difesa. Un'immagine non veritiera e obsoleta".

Poi nell'applauso dei presenti ha affermato: "Non ci sto! È troppo! I muri, i fili spinati, la schedatura con i numeri sulla pelle, i morti, i viaggi inumani, lo scarico di responsabilita' infinito tra i governi. È troppo! Bisogna agire subito, non c'e' tempo da perdere!".

Dopo aver ricordato l'impegno di Sant'Egidio, dalla Sicilia, a Roma, Milano, Padova, Napoli e in vari Paesi d'Europa, Pompei ha presentato le proposte di Sant'Egidio su profughi e immigrazione:
1. Riconoscere, subito, la protezione temporanea europea ai siriani, agli iracheni e agli eritrei
2. Organizzare un sistema di accoglienza allargato, più capillare e leggero, e incalanare anche l'iniziativa che viene dal basso, dai cittadini e dalle organizzazioni della societa' civile, parrocchie. Abbiamo ascoltato l'appello che Papa Francesco ha lanciato domenica scorsa in cui ha chiesto ad ogni parrocchia europea di accogliere una famiglia di profughi
3. Allestire delle accoglienze "sosta" per coloro che entrati in Europa debbono ricongiungersi alle loro famiglie o che comunque proseguono il loro viaggio. Sarebbe opportuno creare dei comuni come "citta' rifugio"
4. Introdurre la sponsorizzazione per singoli e famiglie
5. Sul medio termine e' necessario rivedere tutto il sistema di asilo e di immigrazione europeo. Superare e rivedere la convenzione di Dublino
6. Aumentare la cooperazione nei paesi di provenienza dei profughi
7. Impegnarsi nei processi di pacificazione nei paesi in guerra. La pace e' la riposta piu' efficace, duratura, impegnativa che accanto all'accoglienza deve vedere l'Europa non piu' come soggetto irrilevante ma come protagonista, conclude la Comunita' di Sant'Egidio. (DIRE)

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