23 febbraio 2021 ore: 12:00
Immigrazione

Accoglienza in famiglia. La storia di Seedy nel podcast di Radio Bologna Cares

Seedy è arrivato in Italia a soli 16 anni e quando ha lasciato il Gambia non avrebbe mai pensato di trovare una famiglia che l’avrebbe accolto. E invece, grazie al progetto Vesta, a Bologna ha trovato Luca e Cristina che l’hanno ospitato per tre anni. Oggi Seedy lavora ed è andato a vivere da solo
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ROMA - “Quando sono arrivato in famiglia sono stato finalmente libero, mi sono sentito tranquillo”. Se c’era una cosa che Seedy non si sarebbe mai aspettato lasciando il Gambia, era che in Italia avrebbe trovato una famiglia pronta ad accoglierlo come un figlio. Invece è successo quando Cristina e Luca, insieme ai loro figli Leo e Lorenzo, hanno deciso di aderire al Progetto Vesta aprendo la loro casa all’ospitalità. Alla storia di Seedy, insieme a quella di Cristina, Luca, Leo e Lorenzo è dedicato uno dei podcast di “Radio Bologna Cares”, un progetto a cura della Rete Siproimi della città metropolitana di Bologna e dell'agenzia di produzione podcast Melting POD per raccontare storie e notizie dal mondo dell’accoglienza. 
 
Vesta - il cui nome richiama quello della dea romana del focolare domestico - è un progetto di accoglienza in famiglia dei migranti portato avanti dal 2016 dalla cooperativa Cidas. Il progetto fa parte del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati e garantisce alla famiglia un’assistenza costante di operatori esperti, così come un contributo economico mensile per coprire le spese dell’ospitalità. Ad oggi, nel territorio bolognese, Vesta conta circa una cinquantina di nuclei - tra famiglie, coppie e singoli - che hanno voluto dare un contributo in prima persona, mettendo a disposizione la propria casa, all’integrazione di ragazze e ragazzi neomaggiorenni già accolti in comunità per minori stranieri non accompagnati.
 
Quella di Luca e Cristina è una “famiglia canonica - raccontano -: madre, padre e due figli” che ha deciso di candidarsi sulla piattaforma del progetto Vesta, conoscendo Seedy, arrivato a Lampedusa all’età di 16 anni. “Sono rimasto con loro tre anni - racconta Seedy -. Sono stato veramente benissimo. Se sono qui oggi a fare quello che faccio è anche grazie a loro”.  
 
Ogni progetto Vesta dura sei mesi, prorogabile per altri sei mesi, ma con Seedy le cose sono andate un po’ diversamente. Un percorso più lungo che gli ha consentito di raggiungere l’autonomia grazie al supporto della famiglia e degli operatori. “È venuto naturale – commenta Luca – perché quando ci si impegna in una cosa, bisogna arrivare a un obiettivo. L’abbiamo supportato nei momenti di passaggio ma le occasioni se l’è sempre guadagnate lui che veniva già da una esperienza lavorativa”. Grazie al supporto ricevuto da Cristina e Luca, dall’associazione delle Famiglie Accoglienti e da operatori e operatrici di Vesta, oggi Seedy ha infatti trovato lavoro ed è potuto andare a vivere da solo. “Qui ho gli amici, ho tutto - racconta Seedy —. Mi piacerebbe restare a Bologna”.

Ascolta il podcast.

"In famiglia sono stato finalmente libero": la storia di Seedy

 


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