22 aprile 2015 ore: 17:38
Immigrazione

Accoglienza, Manzione: anche tendopoli e tensostrutture per il primo soccorso

Per ora non si parla ancora di un piano straordinario: “Continuiamo a lavorare come se la situazione fosse ordinaria ma accordo con regioni e comuni per trovare nuovi posti”. L’ipotesi è di coinvolgere sempre d i più i comuni. E sulla polemica coi governatori del Nord: “Hanno sottoscritto un patto, ci sarà una redistribuzione”
Profughi per strada in attesa di accoglienza

ROMA – Per ora non è previsto nessun piano straordinario, sul modello dell’emergenza Nord Africa, ma il Viminale continua a muoversi per ampliare i posti dell’accoglienza, pensando anche alla possibilità di creare tendopoli e tensostrutture per il primo soccorso, se il numero degli arrivi continuerà a crescere. Lo sottolinea il sottosegretario all’Interno Domenico Manzione, che oggi ha incontrato i comuni e le regioni nel Tavolo immigrazione e asilo. Con quelli di oggi gli sbarchi dall’inizio dell’anno hanno segnato quota 24mila. “Per ora continuiamo a lavorare come se la situazione fosse del tutto ordinaria, ma tenendo conto dell’aumento degli sbarchi il Tavolo si è impegnato a coinvolgere sempre più significativamente i territori per aumentare i progetti e dunque i posti per l’accoglienza – spiega il sottosegretario – e speriamo di farlo in perfetta intesa con regioni ed enti locali”. Domani partirà una nuova circolare che impegna i prefetti a trovare seimila posti in più, ma per ora non si parla ancora di un’emergenza accoglienza.

Anche se le regioni, in particolare quelle del Nord continuano a essere sul piede di guerra e si dichiarano indisponibili ad accogliere nuovi migranti. “Ci sono dei territorio che danno segnali di sofferenza – aggiunge Manzione - però le regioni stesse sanno bene di aver sottoscritto un accordo in ragione del quale c’è una corresponsabilizzazione nel gestire l’accoglienza”. Manzione, spiega, che a breve verrà attuato anche un sistema di redistribuzione dei posti dell’accoglienza, dalle regioni che hanno un carico maggiore, come la Sicilia per esempio, a quelle che oggi accolgono meno e che sono appunto le regioni settentrionali. "La redistribuzione sarà un lavoro lento ma confidiamo di arrivare a un riequilibrio- spiega - ci sono regioni che hanno decisamente meno di quello che dovrebbero avere e, magari dopo il periodo elettorale, si dovrà provvedere. Spero con il loro consenso". 

Parallelamente l’idea del Viminale è coinvolgere sempre di più i comuni: “oggi presentano progetti sull'accoglienza solo 500 comuni su 8000, la nostra speranza è riuscire a coinvolgerne sempre di più. Pensiamo di attivare al più presto nuovi progetti di accoglienza, sperando di avere maggiori risorse a disposizione”. Se il numero degli arrivi continuerà a salire il Viminale non esclude neanche l’ipotesi di creare tendopoli e tensostrutture per la primissima accoglienza. “Questa non è un’ipotesi peregrina perché in base il piano lo stato centrale ha il dovere del primo soccorso– aggiunge –. bisognerà vedere se continueremo ad avere nelle prossime settimane sbarchi numericamente significativi. Ad oggi le persone arrivate sono 24mila, se il numero continuerà a salire avremo bisogno di strutture supplemenari”. (ec)

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