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19 gennaio 2014 ore: 14:32
Immigrazione

Accoglienza migranti, il Viminale ai prefetti: "Trovate nuovi posti"

In attesa dell’attivazione dello Sprar per il triennio 2014-2016, si cercano strutture “preferibilmente non alberghiere”. Erminia Rizzi (Gruppo lavoro Rifugiati Bari): “Si riconosce che il problema è strutturale ma si rischia di ripetere il modello dell’Emergenza Nord Africa"
Tony Gentile Facce da straniero 3 Volto

Lampedusa, 2002. Dalla serie “Ultimi”. Ritratti di immigrati da poco approdati via mare sulle coste italiane

ROMA – A causa della cronica carenza di posti per l’accoglienza dei richiedenti asilo, a fronte di un numero di arrivi dal mare triplicato nel 2013 rispetto all’anno precedente, il ministero dell’Interno ha chiesto ai prefetti di trovare nuove strutture di accoglienza per richiedenti asilo “preferibilmente non alberghiere”. Ma c’è chi teme che questo atto possa dare vita a un sistema parallelo di accoglienza, similmente a quanto accaduto nel 2011 con la cosiddetta “Emergenza Nord Africa”.

In attesa dell’approvazione dei nuovi progetti Sprar per il triennio 2014-2016 che amplieranno i posti disponibili fino a 21mila, il dipartimento Libertà civili e Immigrazione del Viminale ha inviato l’8 gennaio una circolare alle prefetture per l’ “Individuazione di strutture di accoglienza per l’afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale".

Secondo le indicazioni date dal ministero le strutture “dovranno avere una capienza media di 20/50 persone e, comunque, non superiore a 100”, essere scelte “in stretto raccordo con gli enti locali e in particolare i Comuni” ed essere “messe a disposizione da enti pubblici o selezionate tramite indagine di mercato nell’ambito del privato-sociale, dando preferenza ai soggetti con comprovata esperienza in ambito Sprar o in progetti di accoglienza similari destinati ai richiedenti protezione internazionale.”

La circolare motiva il provvedimento con i “massicci sbarchi del 2013, triplicati rispetto all’anno precedente, con 43mila arrivi” via mare e sottolinea che nei primi giorni dell’anno sono arrivate oltre mille persone nel porto di Augusta soccorse nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, a fronte della “saturazione dei centri governativi” e dell’insufficienza di posti nelle tante “strutture temporanee” aperte in Sicilia, Puglia e in altre regioni che assicurano l’accoglienza a oltre 3200 persone. Le strutture dovranno essere gestite da privati con una convenzione di massimo 30 euro al giorno oltre Iva a persona, che comprenda vitto, alloggio e tutti i servizi previsti dal capitolato d’appalto per le strutture di accoglienza, oltre a 2,50 euro al giorno di pocket money destinato ai migranti ospitati.

“Vedo il rischio che si crei un sistema di accoglienza parallela come fu per l’emergenza Nord Africa – spiega Erminia Rizzi dell’associazione Gruppo Lavoro Rifugiati di Bari – il fatto che vengano anche solo citate le strutture alberghiere fa pensare che non si escluda di usarle come fu nel 2011”. Il giudizio sul provvedimento del Viminale non è del tutto negativo. “C’è un elemento positivo – continua Rizzi – cioè che nella circolare non viene mai usata la parola ‘emergenza’. Questo costituisce la prima ammissione da parte del governo che la carenza di posti d’accoglienza è un fenomeno strutturale che non dipende dal numero dei migranti soccorsi in mare”.

Secondo Alberto Barbieri di Medici per i Diritti Umani, associazione che ha lanciato l’allarme per la presenza di almeno 2500 rifugiati senza dimora nella sola città di Roma, “nel complesso la circolare sembra animata dalla buona volontà di non andare incontro a "buchi" nell'accoglienza fino a che non decollerà il potenziamento dello SPRAR. Ma resta da vedere come verrà gestito tutto ciò sul territorio." (Raffaella Cosentino)

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