14 aprile 2015 ore: 18:29
Immigrazione

Accoglienza rifugiati, il Tavolo nazionale asilo espone la sua preoccupazione al Governo

Questa mattina l’incontro con il sottosegretario Manzione. Preoccupazione per i contenuti del decreto legislativo di recepimento delle direttive europee sull’accoglienza e le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale
Richiedenti asilo in fila

ROMA - I componenti del Tavolo Asilo hanno incontrato stamattina il sottosegretario Manzione per discutere i contenuti del decreto legislativo di recepimento delle direttive europee sull’accoglienza e le procedure per il riconoscimento della protezione internazionale.  Il Tavolo Asilo esprime  “preoccupazione per i tempi stretti relativi all’emanazione del decreto,  pur riconoscendo la  disponibilità del sottosegretario Manzione ad ascoltare e verificare la possibilità di modifiche al testo del Governo”.  
I componenti del Tavolo Asilo credono che “sia necessario avviare un processo di interlocuzione costante e regolare” e ribadiscono “l’importanza di interloquire in ogni fase dei lavori per ottenere un testo più condiviso e aderente alla realtà del diritto d’asilo in Italia, a partire dalle competenze e dall’esperienza quotidiana delle associazioni di tutela”.

Alla luce del confronto avuto, in una nota i componenti del Tavolo Asilo esprimono “preoccupazione sul ruolo dei cosiddetti Hub, centri che rischiano di replicare l’inefficace e segregante esperienza dei CARA. Il ruolo degli Hub deve essere esclusivamente quello di prima accoglienza in attesa del trasferimento, in tempi brevissimi,  dei richiedenti nelle strutture territoriali di accoglienza”. Ribadiscono poi la “necessità di riformare le commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale, introducendo criteri che garantiscano competenza, stabilità ed efficienza. La riduzione dei tempi della procedura, attraverso una migliore qualità delle decisioni, diminuirebbe infatti anche i tempi e i costi dell’accoglienza”.

Infine, sottolineano come, “in un contesto internazionale caratterizzato da crisi, guerre e instabilità socio-politica, che non può che produrre nuovi arrivi, sia  necessaria una programmazione più rigorosa con criteri di ripartizione regionale più stringenti per l’invio a una accoglienza diffusa per piccoli gruppi dei richiedenti e titolari di protezione internazionale”. 

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