7 settembre 2015 ore: 12:44
Immigrazione

Accoglienza rifugiati, Opera don Orione: si può fare di più

Don Peloso rispondiamo all'appello di papa Francesco, invitando una lettera a tutti i Confratelli di Europa. "Disporre un ambiente adatto per dare risposta all'invito del Pontefice". Accoglienze già avviata a Udine, Genova, Reggio Calabria, Tortona e Floridia
Due rifugiati in cucina, accoglienza in casa

ROMA - L’Opera don Orione ha già fatto sue le parole del papa che chiede a ogni parrocchia, comunità religiosa e  monastero  d’Europa di ospitare una famiglia di profughi. Ma per don Flavio Peloso, superiore generale da Zdunska Wola (Polonia), si può fare di più e meglio. Ha inviato dunque una lettera a tutti i Confratelli di Europa: "Non ho commenti da fare ma solo un invito alla Famiglia orionina a disporre un ambiente adatto per dare risposta all'invito del Pontefice". La Congregazione sta già accolto richiedenti asilo a Seregno – Milano (con 22 persone), Santa Maria la Longa – Udine (18 persone), Genova - Camaldoli (25 persone), Genova – Salita Angeli (20 persone) . Gli orionini si stanno anche muovendo anche per accoglienze brevi nel tempo e di poche persone, a Reggio Calabria, Genova – Castagna, al Mater Dei di Tortona (AL), a Floridia (SR)".

"Consapevole - aggiunge Don Peloso - che in alcune città italiane la Congregazione abbia già accolto alcuni richiedenti asilo, sono qui a dirvi che si può fare di più. E non solo in Italia, ma anche in Spagna, in Inghilterra, in Polonia e nei paesi dell'Est Europa. Mi trovo in Polonia, una nazione che, per ora, non accetta i profughi, ma il Provinciale mi ha parlato di iniziative concrete e possibili anche qui".

"La chiarezza e l'insistenza con cui Papa Francesco – continua Peloso -  invita all'accoglienza dei profughi non deve lasciare incertezze in noi Orionini che preghiamo il Signore dicendo: intendiamo che non solo i suoi ordini formali, ma anche i suoi avvertimenti, i suoi consigli ed i suoi desideri siano per noi l'espressione di ciò che piace a Te: donaci perciò la grazia di eseguirli fedelmente. Il Papa vede nell'accoglienza dei profughi un segno della misericordia di Dio e del Vangelo".

"Dobbiamo – conclude Peloso -  con fede accettare questo invito all'accoglienza dei desamparados, dei profughi che fuggono dalla morte per la guerra e per la fame’. È una emergenza di rilevanza italiana, europea, mondiale. Si presenta con aspetti politici e umanitari che vanno affrontati insieme, ma anche tenuti distinti, aiutando le persone nel rispetto delle attuali leggi dello Stato e in attesa di altre migliori. Certo non è mai stato facile e privo di rischi aiutare i poveri e quanti sono in situazioni estreme. Ma fare una buona accoglienza significa aiutare vite in pericolo e trasformare un problema in risorsa civile e spirituale. Don Orione ci interceda un cuore misericordioso e santa intraprendenza".

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