13 luglio 2014 ore: 12:41
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Accorato appello del Papa per la pace in Terra Santa. "Cessate le ostilità"

Il pontefice si è rivolto sia alle parti in conflitto che alla comunità internazionale chiedendo di fare gesti concreti per risolvere la situazione. "Mai più guerra- ha aggiunto - armi siano trasformate in strumenti di pace"
Stefano Dal Pozzolo/contrasto Papa Francesco durante l'Angelus 1

ROMA - Un forte e accorato appello a continuare a pregare con insistenza per la pace in Terra santa e un'esortazione alle parti interessate e alla comunità internazionale a fare gesti concreti e a far cessare ogni ostilità. A rivolgerli è Papa Fancesco, durante l'Angelus oggi a Roma. Il pontefice ha ricordato anche l'incontro in Vaticano avvenuto un mese fa con i rappresentanti di Israele e Palestina e che - spiega -"non è stato invano".

"Rivolgo a tutti un accorato appello a continuare a pregare per la pace in Terra santa alla luce dei tragidi eventi degli ultimi gorni - ha detto papa Francesco -. Ho ancora nella memoria il vivo ricordo dell'incontro dell'8 giugno scorso con il patriarca Bartolomeo, il presidente Peres e il presidente Abbas, insieme ai quali abbiamo invocato il dono della pace e ascoltato la chiamata a spezzare la spirale dell'odio e della violenza. Qualcuno potrebbe pensare che tale incontro sia avvenuto invano, invece no, la preghiera ci aiuta a non lasciarci vincere dal male né a rassegnarci a che la violenza e l'odio prendano il sopravvento sul dialogo e la riconciliazione".


Francesco si è poi rivolto direttamente alle parti in conflitto e alla comunità internazionale. "Esorto le parti interessati e quanti hanno responsabilità politiche a livello locale e internazionale a non risparmiare la preghiera e a non risparmiare alcuno sforzo per far cessare ogni ostilità e conseguire la pace deisderata per il bene di tutti" ha detto. Il pontefice ha poi chiesto ai fedeli presenti di raccogliersi in preghiera e c'è stato un lungo silenzion della piazza. "Mai più guerra - ha poi aggunto il papa - con la guerra tutto è distrutto, infondici tu signore il coraggio di fare gesti concreti per costruire pace, rendici disonibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre tensioni in perdono". (ec)

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