30 ottobre 2013 ore: 12:16
Non profit

Accordo fondazioni bancarie-Csv, Tabò: ''Abbiamo garantito la programmazione''

Parla il presidente di CsvNet. “Rispetto alle previsioni del 2010 emerge un forte ridimensionamento del budget a disposizione dei centri di servizio per il volontariato, con un taglio del 20%. Ma non mi limito all’analisi economica, è un accordo di responsabilità”
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ROMA - Le Fondazioni di origine bancaria hanno confermano il sostegno al mondo del volontariato, garantendo fondi fino al 2016. La notizia ha generato soddisfazione nel mondo del non profit. Una soddisfazione moderata, soprattutto considerando la portata dell’accordo economico, ma certamente è sembrato importante rinnovare una tale intesa in uno scenario in cui la crisi economica sembra lasciare poco spazio a significativi sostegni economici.
L’accordo è stato reso noto lunedì dal Coordinamento nazionale dei Centri di servizio per il volontariato (Csvnet) che ha annunciato, a distanza di tre anni dal precedente accordo, la rinnovata intesa con l’Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio).

Si tratta certamente di una conquista, dunque, che dà stabilità al non profit. Guadagnando un anno. Se infatti il precedente accordo del 2010 era quinquennale e arrivava a coprire fino al 2015, l’attuale accordo copre il triennio 2014-2016.
Un passo ulteriore e importante. “Non a caso la trattativa si è protratta oltre il limite – afferma Stefano Tabò, presidente di CsvNet -. Nelle altre occasioni, normalmente entro il mese di luglio si riusciva a trovare un’intesa. Stavolta c’era la necessità di tenere conto del momento vissuto dal paese e, comunque, della volontà di arrivare a un accordo di qualità. Oggi posso dire che c’è una certa soddisfazione e che tra gli interlocutori è prevalso il senso della responsabilità”.

Dicevamo di una soddisfazione moderata. “Se devo fare un’analisi economica – aggiunge infatti il presidente di CsvNet – c’è da rilevare che rispetto alle previsioni del 2010 emerge un forte ridimensionamento del budget a disposizione dei centri di servizio per il volontariato, che già nel triennio precedente aveva subito una decurtazione del 50%. Ora c’è un'altra decurtazione del 20%. Questo non significa però che tutto vada letto solo in chiave economica. E’ importante aver contingentato i budget dei Csv; ed è importante anche aver garantito la programmazione”.

IIn tale contesto, due gli aspetti importanti: il coordinamento tra i progetti locali e la programmazione nazionale e l’attenzione per il Sud.
”E’ proprio così. Si punterà sul coordinamento degli interventi locali con la progettazione nazionale, in modo da valorizzare anche le competenze dei vari Csv. Per esempio: uno dei compiti dei Csv è quello di tenere la banca dati del volontariato locale. Ma l’attività si basa spesso su tecnologie non compatibili tra loro. Ecco, ora c’è l’opportunità di portare questo aspetto al centro di una programmazione nazionale”.

Infine, l’attenzione per il sud. “L’accordo tiene conto di una doppia prospettiva: una temporale e l’altra spaziale. Della prospettiva temporale e della copertura fino al 2016 abbiamo detto. Quanto alla dimensione spaziale, vogliamo cercare di portare avanti la promozione su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione proprio al sud. In questa direzione si inseriscono i 2 milioni, da parte della Fondazione CON il Sud per finanziare l’ordinaria attività dei Csv operanti nelle regioni meridionali. E dei 20 milioni di euro assegnati alla Fondazione CON il Sud, c’è l’impegno di riservare un importo annuale pari ad almeno 4,4 milioni di euro per il sostegno delle organizzazioni di volontariato nelle regioni meridionali”. (daiac)

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