16 febbraio 2024 ore: 11:59
Immigrazione

Accordo Italia-Albania. Il Centro Astalli: “Una pagina buia per la garanzia del diritto di asilo”

Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli: “L’accordo è l’ennesimo tentativo in corso da anni in molti Stati europei di non fare arrivare le persone sul suolo europeo, o di spostarle in un altro Paese per la valutazione della domanda di asilo. Tutto questo, non solo è uno spreco di risorse, ma ma anche l’ennesima spallata per demolire il diritto di asilo”
Sbarchi, mano di migrante su barcone. Migranti
Il Centro Astalli esprime in una nota seria preoccupazione per l'approvazione in Senato dell’accordo Italia-Albania in materia di gestione dei flussi migratori.
“’Deportare’ naufraghi salvati in mare in appositi centri di detenzione non è una risposta umanitaria alle tragedie del mare e al fenomeno migratorio, ma rappresenta l’ennesimo tassello di un programma volto a punire le persone migranti e a intaccare il diritto di asilo – spega il Centro Astalli -. Preoccupano in particolare le modalità su come verrà effettuato lo screening volto all'individuazione dei soggetti vulnerabili, condizioni molto difficili da accertare su una nave; preoccupa la mancanza di garanzie per il diritto di difesa e di informazione delle persone migranti; preoccupa la discriminazione giuridica tra chi verrà portato in Albania e chi in Italia”.

Padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, sottolinea: "L’accordo è l’ennesimo tentativo in corso da anni in molti Stati europei di non fare arrivare le persone sul suolo europeo, o di spostarle in un altro Paese per la valutazione della domanda di asilo. Tutto questo, non solo è uno spreco di risorse, come sottolineato anche da mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana e della Fondazione Migrantes, ma anche l’ennesima spallata per demolire il diritto di asilo”.
Per Ripamonti, “il fenomeno migratorio per essere affrontato ha bisogno di idee e soluzioni che rispettino le persone e i loro dirittinon che le mortifichino relegandole in ‘non luoghi’ o le respingano in Paesi che non sono sicuri come si vorrebbe far credere. Quando la politica saprà fare questo salto di qualità?".

Dunque, per l’associazione “ancora una volta convenzioni internazionali e diritti umani ne escono calpestati. Ancora una volta le persone migranti vengono equiparate a merci; individui irregolari da cui difendersi, senza che mai assurgano alla dignità di persone”. 
Per questo il Centro Astalli torna a chiedere urgentemente “la promozione di un approccio comune e corresponsabile alla gestione dei flussi migratori, che si impegni ad ampliare e a realizzare vie sicure di ingressoazioni di ricerca e salvataggio in mare delle persone, senza criminalizzare le Ong, e combatta le reti criminali dei trafficanti. A chi è in cerca di protezione occorre garantire dignità e sicurezza”.
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