26 febbraio 2015 ore: 15:38
Famiglia

Adozioni illegali, Save the Children: "Serve un Piano anti-tratta e anti sfruttamento"

Per l’associazione, l’intervento dei carabinieri che ha sventato la compravendita di un bambino romeno di 8 anni per 30 mila euro è un forte segnale di allarme. Rilevate in Italia ad opera di Eurostat circa 6.572 vittime di tratta nel triennio 2010-2012
Due bambini di spalle in un prato, adozioni, minori

ROMA - Sono state 6.572 le vittime di tratta e sfruttamento (tra adulti e minori, quest'ultimi sono circa il 15%) fra il 2010 e il 2012 contro le 1.451 persone assistite e soccorse, tra cui 88 minori, nel 2014. Una cifra pari al 22% del totale europeo. Le nazionalità maggiormente imputate sono la Nigeria, Romania, il Marocco, l’Egitto, la Cina e il Bangladesh. Questi sono i terrificanti risultati dell'indagine condotta da Eurostat.

“L’intervento dei carabinieri che ha sventato la terribile compravendita di un bambino rumeno di 8 anni per 30 mila euro è un forte segnale di allarme che manifesta la necessità di rafforzare le reti di protezione per le piccole vittime di tratta e di grave sfruttamento. In Italia da troppo tempo siamo in attesa del varo, da parte del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, di un Piano nazionale di contrasto alla tratta e allo sfruttamento, che rafforzi tutte le misure di protezione nei confronti dei minori a rischio”, commenta Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti.

Le adozioni illegali sono uno dei tanti volti che assume il turpe mercato dei bambini e degli adolescenti, così come lo sfruttamento sessuale, lavorativo, sfruttamento per conseguimento di attività illecite e per accattonaggio. Secondo il dossier Save the Children “Piccoli Schiavi Invisibili” dell’agosto 2014, sono 5,5 milioni i minori sfruttati ed abusati in questo modo nel mondo.

“Occorre sempre ricordare che l’adozione illegale è un crimine che viene perpetrato, in primo luogo, proprio nei confronti del bambino che si vorrebbe fare crescere ed è indispensabile ora, innanzitutto, prendersi cura della piccola vittima. E’ necessario, allo stesso tempo, diffondere la consapevolezza dell’esistenza di questi crimini, in modo che tutti possano tenere gli occhi aperti e segnalare ogni situazione di sospetto e di rischio”, conclude Raffaela Milano.

© Riproduzione riservata Ricevi la Newsletter gratuita Home Page Scegli il tuo abbonamento Leggi le ultime news