13 maggio 2016 ore: 16:54
Famiglia

Adozioni internazionali al ministro Boschi, “si apra la collaborazione con le associazioni"

Donata Nova Micucci, presidente dell’Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, guarda con auspicio alla nomina del ministro per le Riforme alla presidenza della Commissione adozioni internazionali. “Ci auguriamo sia un segno di maggior impegno del governo verso questo mondo”
Adozioni. Bambino con aquilone

BOLOGNA – “Guardiamo con auspicio a questa nomina. Ci auguriamo che sia un segno di maggiore impegno da parte del governo verso il mondo delle adozioni internazionali”. Donata Nova Micucci, presidente di Anfaa (Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie) commenta così la decisione del Premier Matteo Renzi di assegnare la delega alle Adozioni internazionali (insieme a quella sulle Pari opportunità) al ministro per le Riforme e per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi. Boschi assume quindi l’incarico di presidente della Commissione per le adozioni internazionali dopo due anni di “vuoto” in cui il ruolo è stato ricoperto da Silvia Della Monica, che era al tempo stesso presidente e vicepresidente (e che ora manterrà la vicepresidenza). “L’auspicio è che questa nomina si traduca in maggiore disponibilità da parte della Cai, sia verso gli enti autorizzati che verso le associazioni delle famiglie – continua Nova Micucci – Ricordo, infatti, che nonostante il regolamento della Commissione preveda un incontro ogni sei mesi con le associazioni, questi non sono mai avvenuti né con l’ultima presidenza né in precedenza”. Per la presidente di Anfaa l’impegno del governo “deve tradursi in attenzione, non tanto ai numeri delle adozioni quanto alla loro qualità”. 

Potenziare l’attività di vilanza e controllo sugli enti adottivi e il sostegno alle famiglie nella fase di post adozione: “Queste famiglie aprono le loro case a bambini sempre più grandi e con problemi – spiega la presidente – e vanno sostenute, solo così si possono evitare le crisi adottive”. Rispetto ai Paesi da cui provengono i bambini, Nova Micucci sottolinea che cooperazione e adozione internazionale devono andare di pari passo. “Troppe volte si dimentica che l’adozione internazionale deve essere l’ultima risorsa – continua – Vi si deve ricorrere solo quando non è possibile un’adozione o un’altra soluzione familiare nel Paese di origine del bambino”. E poi aggiunge: “Servono accordi bilaterali precisi con i Paesi di provenienza dei bambini – aggiunge –: questa è l’unica strada per risolvere i fraintendimenti come quello che è avvenuto con il Congo. Da questo punto di vista le convenzioni servono per evitare quanto possibile che si verifichi un mercato e abusi nei confronti dei bambini, e serve un  maggior impegno verso i Paesi che non hanno ratificato la Convenzione dell’Aja”.  

Donata Nova Micucci torna poi sulla revisione, chiesta da più parti, della legge sulle adozioni: “Secondo noi non serve una revisione ma va applicata in maniera più puntuale la legge esistente. E va ricordato che l’adozione è la risposta che diamo al diritto di un bambino senza famiglia ad averne una, non alle aspirazioni di due persone a diventare genitori”. (lp)

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