18 maggio 2018 ore: 13:55
Famiglia

Adozioni, riorganizzazione nel "contratto" di governo. “Vediamo se è la volta buona”

“È necessario riorganizzare e semplificare il sistema” si legge nel contratto tra M5S e Lega. Il commento del Ciai: “Requisiti più stringenti per gli enti e accompagnamento post-adozione per le famiglie”. E più che semplificare chiede risorse per attuare la legge: “I tempi si allungano perché manca il personale nei tribunali e nei servizi sociali”
Adozioni bambini

ROMA - “È necessario riorganizzare e semplificare il sistema delle adozioni nazionali e internazionali”. È quanto previsto nel contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e Lega in tema di adozioni. “La riorganizzazione era stata promessa anche dal governo precedente e c’erano state audizioni in Commissione Giustizia. È un po’ che se ne parla, vediamo se questa è la volta buona”, commenta Paola Crestani, presidente del Ciai (Centro italiano aiuti all’infanzia), uno degli enti autorizzati per le adozioni internazionali che se ne occupa dal 1968. In vista di una possibile “riorganizzazione”, Crestani fa qualche proposta al futuro governo anche alla luce dei cambiamenti che ci sono stati in questo ambito negli ultimi anni, “le adozioni sono diminuite tantissimo ed è la cosa più eclatante”. 

Requisiti più stringenti per gli enti autorizzati, tracciabilità delle transazioni monetarie, accompagnamento post-adozione per le famiglie. “La riorganizzazione dovrebbe partire dai requisiti per gli enti autorizzati alle adozioni internazionali, cioè noi che lavoriamo, che dovrebbero essere più stringenti per garantire in modo netto trasparenza, correttezza ed eticità delle adozioni”, precisa Crestani. Cosa significa? “Per le pratiche all’estero, ad esempio, sarebbe importante imporre l’assoluta tracciabilità delle transazioni monetarie ed economiche per verificarne la correttezza e imporre che i nostri referenti all’estero vengano pagati a stipendio e non solo in caso di adozione”, afferma. Inoltre, “dato che le adozioni sono diventate più impegnative perché i bambini segnalati sono sempre più grandi e spesso con problemi di salute, gli enti dovrebbero garantire un accompagnamento nel tempo alle famiglie e servono competenze in questo senso”. Le altre proposte sono: “Potenziare le relazioni tra la Commissione per le adozioni e i Paesi di provenienza dei bambini e gli altri Paesi di accoglienza e sostenere le famiglie sia nella preparazione all’adozione che nel post-adozione”. 

Il contratto di governo parla anche di “semplificazione” delle procedure. Ma per Crestani più che “semplificare, bisognerebbe garantire le risorse per rispettare quanto già previsto dalla legge”. L’attuale normativa sull’iter delle adozioni nazionali e internazionali prevede tempi piuttosto snelli, “nel giro di 9 mesi, una famiglia dovrebbe ricevere l’idoneità – afferma – Ma di fatto poi si sfora e i tempi si allungano perché manca il personale nei servizi sociali e nei Tribunali per i minorenni”.
Infine sulle adozioni nazionali, Crestani riporta una proposta già presentata in Commissione giustizia. “Abbiamo bisogno di dare risposte ai bambini italiani che sono in difficoltà familiari e per farlo servono più strumenti – conclude – Uno di questi è l’adozione aperta ovvero la possibilità di mantenere legami, nei casi in cui è considerato utile, con la famiglia di origine. Questa è una proposta che, se dovesse esserci una riorganizzazione delle adozioni, ci sentiamo di portare avanti”.

Adozioni internazionali in costante calo
. I bambini arrivati in Italia attraverso le adozioni internazionali sono stati 1.817 nel 2016. Il calo delle adozioni è stato progressivo a partire dal 2010 quando se ne sono registrate 4.130 (Fonte dati Ciai). La Commissione adozioni internazionali ha reso noti i dati per il 2017, 1.168 adozioni, e anche quelli del primo trimestre del 2018: tra gennaio e marzo sono stati 273 i bambini per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione a entrare in Italia. (lp)

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