6 settembre 2022 ore: 14:26
Disabilità

Adozioni “speciali”: Meloni risponde a Trapanese, “papà gay e single”

di Chiara Ludovisi
“La gente ci dice spesso che siamo speciali, ma siamo una famiglia come le altre. Una famiglia che però, in Italia, non potrebbe adottare un bambino”. Così Luca Trapanese, papà adottivo di Alba, bambina con sindrome di Down, scrive a Giorgia Meloni. E lei replica
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Luca Trapanese

ROMA – Luca Trapanese scrive, Giorgia Meloni risponde: e il botta e risposta è su uno dei temi centrali nei programmi elettorali delle principali forze politiche. Si parla di famiglia: come dev'essere, per essere considerata famiglia. E si parla di adozioni: chi può adottare e quali requisiti deve avere. E si parla, anche, di disabilità: perché in questo caso le adozioni si chiamano “speciali” e altrettanto “speciali” possono essere i genitori adottivi. Così Luca Trapanese, gay e single, ha potuto adottare Alba, che ha la sindrome di Down e che nessuno voleva, dopo che la mamma naturale l'aveva lasciata in ospedale. Ma non potrebbe adottare un bambino non disabile. Perché? Perché la sua non è considerata una famiglia e lui, in sostanza, non è considerato come possibile genitore.

Così, di fronte al programma del centrodestra e alla luce di quanto questo prevede in materia di famiglia e adozioni, ma anche alla luce di quanto la leader Giorgia Meloni sostenga e dichiari, Luca Trapanese le ha inviato una video-lettera tramite i social, subito divenuta virale. Nell'invitarla a “chiacchierare un po' di adozione”, Trapanese le racconta che “siamo diventati un noi ormai 5 anni fa, quando Alba aveva 27 giorni di vita e nessuna famiglia era disposta a occuparsi di lei. Ora una famiglia ce l'ha. Tu sei una mamma, io sono un papà, siamo entrambi genitori, e siamo entrambi capaci di amare ed educare le nostre figlie, di superare qualunque difficoltà per loro, di vivere per loro, di agire per il loro unico bene. Lo faccio io tutti i giorni per Alba, lo fai tu tutti i giorni per Ginevra, in un momento della tua vita che immagino ti risucchi ogni energia”. Eppure, “la gente ci dice spesso che siamo speciali, io invece, come forse saprai, lotto quotidianamente per affermare il contrario, e cioè che siamo una famiglia esattamente come lo sono tutte le altre. Una famiglia, la nostra, con un papà single che in Italia con l'attuale legge, non avrebbe potuto adottare un bambino. Io e Alba siamo una luminosa eccezione alla regola delle adozioni, che come sai è ammessa dalla legge italiana solo perché Alba ha una grave disabilità. Sono certo che al nostro tavolo mi diresti che si tratta di un'enorme assurdità, che questo va cambiato, perché è un'idiozia che per un bimbo disabile sia sufficiente un solo genitore e per gli altri ce ne vogliano due sposati. Vi aspettiamo allora. E poi qua da noi facciamo una pizza leggendaria, non potete proprio rifiutare”.

Pronta arriva la replica di Giorgia Meloni; “Al netto della differente appartenenza politica, ammiro la tua storia e tifo per te ed Alba. Da quello che ho letto e dai tuoi occhi, sono convinta che stai offrendo a tua figlia tutto il tuo amore”. Resta però la divergenza d'idee: “Per un bambino essere cresciuto e amato da un papà e una mamma è meglio che esserlo da uno solo dei due. Non conosco nessuno che rinuncerebbe a uno dei propri genitori. Io non ho avuto la possibilità di scegliere e ho dovuto farci i conti per tutta la vita. La norma deve anzitutto porsi dalla parte del soggetto più fragile, difenderlo e garantirgli condizioni di vita migliori possibili”.

Premesso questo, “è chiaro che un single o una coppia omosessuale sarebbero meglio di una casa-famiglia. Ed è giusto che la legge consenta a te e Alba di essere famiglia. Poiché si pone sempre dalla parte del soggetto più fragile. E quindi ammette che in situazioni particolari come la vostra vi possa essere un’adozione a tutti gli effetti. Ma la realtà è ancor più complessa – fa notare Meloni -: in Italia ci sono tantissime coppie che tentano disperatamente di adottare un bimbo attraversando un’infernale trafila burocratica e sono molte di più dei bambini dichiarati adottabili. Per questo serve fare tanto: potenziare servizi di protezione dell’infanzia, tagliare burocrazia, velocizzare adozioni nazionali e internazionali, sostenere economicamente le coppie che decidono di fare questo straordinario gesto d’amore. Temi sui quali sono convinta saresti d’accordo con me. Ma ne riparliamo a cena”.

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