24 gennaio 2018 ore: 12:43
Salute

Cinema e sociale: torna al Maxxi "Lo Spiraglio", festival sulla salute mentale

Tre giorni di eventi e proiezioni a Roma dal 4 al 6 maggio per l’ottava edizione. C’è tempo fino al 12 marzo per iscrivere gratuitamente corti e lungometraggi. Il direttore artistico Franco Montini: “Numero di opere in costante crescita di anno in anno, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo”

 

Maxxi "Lo Spiraglio"

ROMA – Un film per sviscerare attraverso l’arte cinematografica il tema della salute mentale. Tre giornate, dal 4 al 6 maggio, per selezionare le pellicole migliori. Torna al Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, “Lo Spiraglio – FilmFestival della salute mentale”, con una ottava edizione che conferma il successo di una rassegna nata da un’idea ambiziosa: raccontare il mondo della salute mentale nelle sue molteplici varietà attraverso il cinema e avvicinare un vasto pubblico alla complessa tematica, permettendo a chi produce audiovisivi, dedicati o ispirati all’argomento, di mettere in evidenza risorse creative e qualità del prodotto. I termini per presentare le opere da candidare, con iscrizione gratuita, scadono il prossimo 12 marzo.

Organizzato da ASL Roma 1 – Dipartimento Salute Mentale e Roma Capitale, in collaborazione con la Fondazione MAXXI, l’evento di corti e lungometraggi ha premiato, nelle edizioni passate, artisti del calibro di Paolo Virzì, Sergio Rubini, Sergio Castellitto, Carlo Verdone, Alba Rohrwacher, Marco Bellocchio e Giulio Manfredonia.

Il bando è gratuito e aperto ai lavori realizzati sia dai centri di produzione integrata (centri che lavorano sul disagio psichico) che dai videomaker ed è diviso in una sezione dedicata ai cortometraggi (durata max 30’) e una riservata ai lungometraggi (oltre i 30’).
La partecipazione è aperta a tutti i generi (fiction, documentario, animazione, ecc.), purché l’opera tratti il tema della salute mentale, in modo esplicito o simbolico, con risultati validi e originali. Tutta la documentazione per partecipare al festival è scaricabile dal sito ufficiale.

Una giuria composta da addetti ai lavori appartenenti all’ambito sociale, psichiatrico e cinematografico assegnerà il Premio “Fausto Antonucci” di 1.000 euro al miglior cortometraggio e il Premio “Jorge Garcia Badaracco – Fondazione Maria Elisa Mitre” di 1.000 euro al miglior lungometraggio. E’ prevista l’assegnazione di un Premio Speciale all’opera considerata particolarmente significativa per il tema e per la modalità con cui è stato trattato l’argomento. Il festival, inoltre, assegnerà il Premio Lo spiraglio Fondazione Roma Solidale Onlus a un personaggio particolarmente significativo del mondo cinematografico che abbia raccontato vita, sentimenti ed emozioni di persone e gruppi legati al mondo della salute mentale.

“Quando si organizza un festival di cinema su temi particolari e molto specifici – spiega il direttore artistico del Festival, Franco Montini -, il rischio è quello di esaurire tutta la produzione sull’argomento in brevissimo tempo e ritrovarsi progressivamente a dover affrontare problemi di rifornimento insufficiente. Era questo ciò che più temevo, quando, nel 2013, mi è stato proposto di occuparmi della direzione artistica de Lo Spiraglio. Ebbene, la mia paura si è dimostrata assolutamente infondata. Di anno in anno il numero di film, cortometraggi e lungometraggi, documentari e fiction che si iscrivono al nostro concorso è in costante crescita, sia dal punto di vista quantitativo, che qualitativo”.
“L’impressione – prosegue Montini - è che il tema della salute mentale e del disagio psichico, sempre più frequentemente, sia un argomento al centro dell’interesse dei cineasti di tutto il mondo. Forse il tramonto delle certezze consolidate, lo sfarinamento delle ideologie, l’eclissi dei valori etici e morali, la crisi economica stanno provocando, anche nella sfera privata e intima, un terremoto che gli autori più attenti e sensibili avvertono il bisogno di raccontare. Sta di fatto che il compito di selezionare il contenuto numero di film, che, per oggettive ragioni di spazio, Lo Spiraglio può proporre al pubblico in tre giorni, diventa sempre più complicato, costringendo la nostra variegata commissione a dolorose rinunce”.

Lavoro in un centro di salute mentale e in un centro diurno a due passi dalla stazione Termini – racconta il direttore scientifico del festival, Federico Russo -, abbiamo tanto da fare, gente per strada, ragazzi inafferrabili che più stanno male e più fuggono, rifugiati, e ‘tanta matteria’, come mi disse una volta Vittorio Gassman che avrei voluto sul set di un piccolo film sul Santa Maria della Pietà nei primi anni ‘90. Produrre salute mentale non è equivalente a curare. Comprende la cura ma va oltre. Per produrre salute mentale si deve guardare lontano, non solo a chi soffre ma a chi gli sta accanto. E poi ancora oltre. E soprattutto, guardarsi”.

“Il cinema – spiega Russo - ha raccontato la follia dei sani e la salute dei folli. Ha consegnato ad un ‘pizzico di follia’ un riconoscimento. Non possiamo affidare la salute mentale soltanto ai farmaci e alle istituzioni private. Il servizio pubblico ha il dovere di utilizzare tutte le risorse possibili per garantire la salute dei propri cittadini. Ha il dovere di curare le persone e i luoghi. E Lo Spiraglio, che pure è servizio pubblico, ha il dovere di diffondere la cultura della salute mentale a livello popolare e di riportare nei servizi i bisogni di salute dei cittadini, raccontati, sognati, immaginati da loro stessi. È solo un contenitore. E il contenuto siete voi, che siete i benvenuti”. (Teresa Valiani)