10 gennaio 2017 ore: 12:47
Immigrazione

Migranti, Cei: identificazione e poi accoglienza in tutti comuni

Mons. Nunzio Galantino, segretario della Cei, ha presentato la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di domenica. E ha affermato: "Sì all'identificazione dei migranti che arrivano tra noi, anzitutto per un'accoglienza attenta alla diversità delle persone e delle storie". Aggiungendo: "A chi giova demonizzare con lo stigma della delinquenza e del puro interesse le realtà impegnate nel campo dell'accoglienza?"
Migranti in fila, accoglienza

"Si' all'identificazione dei migranti che arrivano tra noi, anzitutto per un'accoglienza attenta alla diversita' delle persone e delle storie, pronta a mettere in campo forme e strumenti rinnovati di tutela e di accompagnamento che risultano una sicurezza per le persone migranti e per la comunita' che accoglie". Lo dice monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, presentando la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato di domenica.

Poi, aggiunge: "Si' a un'accoglienza diffusa, in tutti i comuni italiani, dei migranti forzati, in fuga da situazioni drammatiche. Si tratta di creare un servizio nuovo nelle nostre comunita' per accogliere alcune persone e famiglie in fuga, due su tre delle quali potrebbero fermarsi solo per alcune settimane o mesi, come e' avvenuto in questi tre anni, in collaborazione con le realta' associative, della cooperazione sociale ed ecclesiali presenti sul territorio".

Galantino chiede ancora: "A chi giova demonizzare con lo stigma della delinquenza e del puro interesse tutte le realta' impegnate nel campo dell'accoglienza? A che serve appiccicare su tanti giovani, uomini e donne che compiono con professionalita' questo lavoro la stessa etichetta di alcune famigerate esperienze, per fortuna scoperte e condannate? Si tratta di scrivere una nuova pagina del nostro welfare sociale guardando anche a tuto quello che di positivo si sta facendo".

Mons. Galantino dice poi "no a forme di chiusura di ogni via legale di ingresso nel nostro Paese che sta generando un popolo di irregolari, che alimenta lo sfruttamento, il lavoro nero, la violenza. E' contradditorio chiudere forme e strade per l'ingresso legale e poi approvare leggi per combattere lo sfruttamento lavorativo e il caporalato". 

"No all'equazione con il terrorismo". "Le migrazioni e i migranti, a diverso titolo, riempiono le pagine dei giornali. Mi sembra di poter osservare che, negli ultimi tempi, pur fra molte eccezioni, sembra positivamente raggiunto un buon risultato: come ha ricordato il recente rapporto dell'associazione 'Carta di Roma', alcuni mezzi di comunicazione e alcuni operatori bene informati stanno sensibilmente evitando di alimentare scorrettamente strumentali equazioni tra migrazioni e criminalita', tra migrazioni e terrorismo e tra terrorismo e islamismo".

"Titolo di soggiorno a chi è da un anno nei Cas". Dal segretario della Cei anche una richiesta: "Sì a un titolo di soggiorno come protezione umanitaria o come protezione sociale a giovani uomini e donne che da oltre un anno sono nei Cas e nei centri di prima accoglienza e hanno iniziato un percorso di scolarizzazione o si sono resi disponibili a lavori socialmente utili o addirittura gia' hanno un contratto di lavoro; a coloro che hanno potuto, speriamo presto, fare un'esperienza di servizio civile, ma anche a chi ha una disabilita' o un trauma grave, e' in fuga da un disastro ambientale o dal terrorismo".
Poi, chiede: "Ripartire dalla legalita' e' un atto di intelligenza politica, che non va confuso, anche qui semplificando artatamente, con la proposta di allargare l'irregolarita' e creare insicurezza per i migranti e per il territorio". (DIRE)

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