29 ottobre 2018 ore: 17:06
Società

Il congresso dei maestri di strada: educare alla bellezza e ai sogni

Primo Congresso mondiale della trasformazione educativa: cura, bellezza e sogni, alle radici dell’educazione. Moreno: "L’educazione deve curare le persone nella loro complessità e non parlare alla testa"
Convegno maestri di strada napoli

NAPOLI - L’educazione passa attraverso il bello. Questo è l’elemento centrale che ispira il primo “Congresso Mondiale della Trasformazione Educativa: cura, bellezza e sogni, alle radici dell’educazione”, in corso a Napoli (Complesso Universitario di Monte Sant’Angelo) fino al 31 ottobre. In che direzione debba andare questa “trasformazione educativa” lo spiega il maestro di strada Cesare Moreno: “L’educazione deve curare le persone nella loro complessità e non parlare alla testa. Deve offrire ai giovani l’esperienza artistica. Solo il bello apre le porte del cuore e della mente, accompagnato dal sogno, come possibilità di andare insieme verso qualcosa di importante e ambizioso”.
Il vero problema per cui oggi viviamo una “emergenza educativa” è la crisi nel rapporto tra generazioni ed è una questione che travalica ogni confine nazionale e non ha colore politico: quello che sta accadendo, secondo il responsabile e fondatore dell’associazione Maestri di Strada, è che gli adulti stanno consegnando ai giovani un mondo in cui non c’è posto per loro.

Si sta parlando soprattutto di questo nel corso della tre giorni napoletana – promossa da Maestri di Strada e Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme all’Universidad Nacional Autónoma de México e il Consejo de Transformación Educativa, Asociación Mexicana de Alternativas en Psicología – che riunisce in queste ore nel capoluogo campano oltre 150 operatori, docenti universitari e formatori da 15 paesi di tutto il mondo per discutere di educazione come bene comune, creando uno spazio per lo scambio di esperienze, ricerche e riflessioni (programma completo sul sito www.trasformazioneducativa.com). L’iniziativa ha ricevuto il sostegno del presidente della Repubblica, ma non del ministro dell’Istruzione, spiegano gli organizzatori, che non ha ritenuto di intervenire. Anche il Comune di Napoli, nella persona del sindaco, è vicino alle istanze che ispirano l’operato dei Maestri di Strada.

Cura, bellezza e sogni, dunque, sono i fondamenti di un cambiamento possibile: la cura del sé e delle relazioni umane, la ricerca e la costruzione della bellezza anche nei contesti e nelle situazioni più difficili, la capacità di sognare insieme e aspirare a un mondo migliore. Ma non c’è una ricetta semplice e univoca per metterlo in pratica. Secondo il maestro di strada Cesare Moreno, si deve partire da un dialogo maggiore tra le due principali agenzie preposte all’educazione e alla crescita dei figli: scuola e famiglia. “Sta succedendo, negli ultimi anni, che scuola e famiglia siano l’una contro l’altra. Sarebbe ora che insegnanti e genitori, prima delle forze politiche e di tutti gli altri, si incontrassero per capire che l’educazione è una cosa troppo importante per potersi dividere”.
Noi questa strada la stiamo già perseguendo in 14 scuole della periferia napoletana – spiega Moreno – Una impresa coraggiosa ma che sta funzionando”. I maestri di strada, infatti, sono presenti nella periferia est di Napoli (S. Giovanni a Teduccio, Ponticelli, Barra, Poggioreale) con un progetto che coinvolge i ragazzi in una serie di laboratori pomeridiani, dal teatro alla pittura, dalla musica alla fotografia, cui l’adesione è volontaria. Al momento sono circa 80 i giovani che vi partecipano, mentre gli studenti di medie e superiori che l’associazione incontra al mattino sono oltre 400. “I nostri ragazzi non abbandonano i banchi, sono contenti, vanno a scuola. E sono contenti pure di partecipare alle nostre attività, dentro e fuori scuola, nei luoghi che di volta in volta noi troviamo”.

Ma i luoghi deputati a ciò sono sempre carenti. Un nuovo spazio dovrebbe essere una ex scuola di Ponticelli che l’associazione, con l’impegno anche del Comune di Napoli per procedere con l’iter burocratico, ha proposto di far diventare un centro educativo. “Ma soldi, come al solito, non ce ne sono”, spiega Moreno, che spera in una campagna di sottoscrizione che possa davvero lanciare il messaggio della educazione come bene comune. (Maria Nocerino)

 

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