30 maggio 2017 ore: 15:47
Non profit

Palermo: nelle periferie laboratori di inclusione per donne, bambini e migranti

Oggi la presentazione della ricerca condotta dall’organizzazione non governativa WeWorld nel documento Index 2017. Il seminario intende aprire una riflessione sul livello di inclusione per trarre un bilancio delle politiche sociali nel comune
Riccardo Venturi per Save the Children Periferie, due bambini in motorino tra palazzi

PALERMO - La realtà sociale delle bambine, dei bambini e delle donne in Italia con un focus particolare su Palermo e i suoi laboratori di periferia. È questo il tema della ricerca condotta dall’organizzazione non governativa WeWorld nel documento Index 2017 che sarà presentato questo pomeriggio alle 17 presso l’Istituto Arrupe. L’incontro si focalizzerà sulla realtà della città di Palermo dove WeWorld onlus collabora attivamente con l’associazione Per Esempio nella realizzazione di progetti contro la dispersione scolastica e a sostegno delle donne a rischio di esclusione nei quartieri di Ballarò, Borgo Vecchio e Zen. Il seminario intende aprire una riflessione sul livello di inclusione ed esclusione delle fasce sociali interessate dall’indagine al fine di trarre un bilancio delle politiche sociali nel comune di Palermo. 

"E' un occasione per un focus su Palermo su tre tematiche che abbiamo scelto rispetto al dossier: i bambini e gli adolescenti, le donne e i contesti delle comunità dei migranti rifugiati - sottolinea la sociologa Anna Staropoli dell'Arrupe -. Uno dei punti di forza è avere lavorato nelle periferie cioè nelle aree marginali che sono dei veri e propri laboratori di fecondità sociale se vengono riconosciute adeguatamente le diverse soggettività sociali che si esprimono. Si tratta di coloro che vivendo lo stato di precarietà di risorse hanno sviluppato strategie e pratiche sociali nuove. Alla città deve essere data la possibilità di promuovere una visione educativa che punti a valorizzare i bambini, le bambine e le donne in tutte le loro potenzialità ed espressività concrete. Sul piano dei migranti, straordinario è il lavoro che è stato fatto, per esempio sui corridoi umanitari: esempio di apertura delle porte contro i muri e contro ogni chiusura". "Quello che occorre fare oggi è puntare alla creatività sociale partendo dalle idee - continua Anna Staropoli - che emergono da chi vive ed opera in situazioni di maggiore precarietà e fragilità sociale. Non si può fare a meno di avere oggi una politica partecipata che tenga conto di tutte le forze sociali valorizzata nella sua dimensione più creativa. Palermo deve uscire dai palazzi e dai salotti per scendere nel territorio. La credibilità del politico e del futuro amministratore deve partire da chi ritorna ad avere al centro la persona e con tutti gli spazi etici di espressione civica che rappresentano la città nella sua piena vitalità. Auspichiamo che ci sia una maggiore inquietudine etica in chi è chiamato a governare la città che non può chiudersi in maniera cieca al grido di chi vive concretamente nei territori". L'Istituto Pedro Arrupe insieme dall'istituto Gonzaga ha portato avanti con 25 studenti un progetto legalità che ha previsto alcuni laboratori di cittadinanza attiva partecipata. I ragazzi a conclusione del loro progetto hanno realizzato un video in cui hanno intervistato diverse persone dei quartieri di Ballarò e Santa Chiara, Ciaculli, Zen, Guadagna, Brancaccio e Danisinni. 

"Con We world abbiamo lavorato ai progetti di inclusione sociale - spiega Claudio Arestivo presidente di Per esempio onlus - sui temi dell'empowerment con le donne e della dispersione scolastica. Sul fronte della dispersione scolastica abbiamo aperto una serie di ragionamenti emersi direttamente dalle pratiche. Per lavorare nelle realtà non ci possono essere ricette pronte ma gli interventi devono essere adeguati per camminare insieme alle persone che ci vivono. Abbiamo sperimentato i percorsi individualizzati con i bambini e adolescenti: vestiti cuciti su misura perché non esistono taglie uniche. Ci siamo anche fermati a riflettere alternando il nostro lavoro di strada con un seminario su 'l'anatomia dell'irrequietezza' che ci ha permesso, in chiave interdisciplinare, di capire come migliorare ancora di più i nostri interventi più che come operatori in senso stretto come facilitatori sociali. Oggi dopo 5 anni di lavoro emerge l'esigenza di riflettere di più ed operare meno ma in maniera molto più proficua dando un senso più profondo a certe azioni sociali inquadrate in una dimensione molto più ampia di risposte concrete ai bisogni del territorio". 

L’incontro, aperto da Nicoletta Purpura e dalla sociologa Anna Staropoli dell’istituto Arrupe, sarà moderato dal padre comboniano Domenico Guarino. Stefano Piziali di WeWorld Onlus presenterà il contesto e i risultati della ricerca WeWorld Index 2017; Claudio Arestivo di Per Esempio onlus illustrerà i progetti realizzati insieme a WeWorld per favorire i livelli di inclusione dei bambini, delle bambine e delle donne raggiunte. A partecipare saranno inoltre Maria Rosaria Lotti di “Le Onde Onlus” con un’analisi della situazione femminile, Lino D’Andrea, con un contributo legato alla sua esperienza di Garante per l’infanzia del Comune di Palermo e Anna Ponente, direttore del centro diaconale “La Noce” – istituto valdese, con un intervento sul tema dei migranti e dei rifugiati a Palermo. (set)

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