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6 febbraio 2003 ore: 17:29
Società

Undici Paesi del consiglio d'Europa approvano protocollo contro razzismo e xenofobia su Internet

MILANO - Razzismo e xenofobia diventano un crimine anche sulla rete virtuale. La "convenzione sul Cybercrime" firmata (che non equivale alla ratifica) dai Paesi aderenti al Consiglio d'Europa è stata estesa il 28 gennaio scorso con un nuovo protocollo addizionale che stabilisce la natura criminale delle azioni xenofobe o razziste commesse attraverso l'uso delle reti telematiche.
Il comitato di esperti che ha realizzato la stesura del protocollo è stato guidato da Henrik Kaspersen, un docente universitario tedesco che ha segnalato alcune difficoltà nell'approvazione del protocollo. "In certi paesi - racconta Kaspersen - il diritto alla libertà di espressione consente la produzione di messaggi razzisti che in altri paesi non sarebbero tollerati. Ecco perché – prosegue - abbiamo deciso di realizzare un protocollo separato per quegli stati che reputano necessario arrivare ad una definizione comune dei reati relativi alla diffusione di contenuti razzisti su Internet".
Il protocollo addizionale è un testo aperto, al quale hanno aderito anche paesi esterni al Consiglio d'Europa, come Stati Uniti, Canada, Sudafrica e Giappone. A questi quattro paesi si aggiungono 26 stati membri del Consiglio d'europa: Albania, Armenia, Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Italia, Moldavia, Olanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Macedonia, Ucraina e Regno Unito. Cosa cambierà nelle legislazioni nazionali dopo la stesura di questo protocollo? Secondo Kaspersen questa iniziativa è stata innanzitutto una risposta alle pressioni dell'opinione pubblica dei paesi nei quali la propaganda razzista o xenofoba è stata maggiormente violenta. "Adesso i paesi che decideranno di non ratificare questo protocollo dovranno rispondere politicamente delle loro decisioni - sostiene Kaspersen -. Sulle questioni che riguardano Internet l'unico ambito efficace di intervento è il livello internazionale".
La prima raccomandazione sul cyber-crime è stata adottata dal Consiglio d'Europa nel 1989, seguita da un secondo testo del 1995 che ha portato alla stesura definitiva della convenzione, approvata l'8 novembre 2001 durante un incontro dei ministri degli esteri dei paesi del Consiglio. Va tuttavia sottolineato che a tutt'oggi la convenzione sul cyber-crime è stata di fatto ratificata da due soli Paesi: Albania e Croazia.
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