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7 febbraio 2003 ore: 12:11
Famiglia

Rapporto Unicef. Il programma per i bambini di strada e lavoratori India, esempio di buon governo

FIRENZE - Se da una parte il rapporto dell'Unicef presenta un quadro negativo delle condizioni di vita di milioni di bambini che vivono nelle aree urbane di tutto il mondo, dall’altro lascia anche spazio ad un certo ottimismo e offre l’esempio di molte città nelle quali le autorità locali hanno “saputo cogliere l’opportunità di aiutare i bambini poveri, di assicurare il rispetto dei diritti umani e di coinvolgerli nei processi decisionali; hanno istituzionalizzato un sistema di governo locale a favore dei diritti dell’infanzia.”
Tra le iniziative che tengono conto della condizione dei minori e vanno nel senso di una tutela dei loro diritti c’è l'iniziativa per i bambini di strada e i bambini lavoratori a Kolkata, seconda città per popolosità dell’India. II programma mette insieme enti governativi e non nell’individuare servizi di base e misure di protezione per i bambini poveri delle aree urbane: bambini lavoratori, quelli di strada, bambini che raccolgono stracci, i bambini oggetto di sfruttamento sessuale e i figli di operatici del sesso.
Tra le azioni individuati l’iniziativa “Polizia amica de bambini” con cui la polizia di Kolkata ha introdotto una tessera di protezione dei bambini che può essere rilasciata ad ogni bambino, ma che è particolarmente utile per quelli che sono privi di un adeguato sostegno familiare e che vivono per strada, nelle stazioni o nei mercati. Sono ad oggi 42 le stazioni di polizia che partecipano alle attività di protezione dei bambini a rischio e dal 1998 sono stati realizzati corsi di formazione per sensibilizzare ai diritti dei bambini poveri e dei giovani trasgressori gli agenti di polizia. La polizia a sua volta organizza anche una formazione all’autodifesa per i bambini a rischio ed ospita un servizio di consulenza sanitaria nelle proprie stazioni ogni domenica mattina.
Altro progetto ambizioso è il Programma “Shikshalaya Prakalpa” per la scolarizzazione regolare di tutti i bambini in età scolare di Kolkata grazie ad un ampio partenariato che coinvolge i principali attori nei settori dell'istruzione, della protezione dei bambini e dell’amministrazione urbana. Anche il governo nazionale ha partecipato a questa iniziativa a livello cittadino, non solo fornendo la parte principale del bilancio, ma anche impegnandosi attivamente nella formulazione e attuazione del programma. E’ stata realizzata un'indagine su tutti i 141 quartieri di Kolkata per individuare tutti i bambini che non andavano a scuola, non solo nelle aree a basso reddito ma anche i bambini che lavoravano a servizio domestico nelle case della zone pie benestanti della città ed è stato calcolato che erano 44.646 (cioè il 9 per cento di tutti i bambini tra i 5 e i 9 anni di età). Grazie a questa indagine si è fatta anche una valutazione delle strutture scolastiche esistenti nella città, elaborando una mappatura della relazione tra disponibilità di scuole ed esigenze. Su questa base, saranno creati 7.500 corsi di preparazione alla frequenza nella scuola, con 25.000 altri bambini che andranno direttamente nelle scuole primarie esistenti. Inoltre affiancati al sistema della scuola formale, saranno aperti 700 centri d’istruzione primaria gestiti dallo organizzazioni non governative e gestiti da giovani presi dalle comunità e formati come insegnanti da un'istruzione accademica privata rinomata per l’eccellenza accademica. Sei osservatori e sei consulenti accademici assicureranno il monitoraggio delle iniziative, mentre dieci centri di documentazione forniranno sostegno accademico e supervisione. I materiali didattici sono stati prodotti nelle lingue urdu, bengalese e hindù, e sono stati stampati con una tecnica a basso costo.
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