20 dicembre 2016 ore: 12:28
Famiglia

Affido, ecco cosa vogliono i minori fuori famiglia

Ieri a Verona la prima Conferenza regionale del Care Leavers Network del Veneto. I ragazzi: "Ci piacerebbe che le nostre proposte, che crediamo essere costruttive, venissero prese sul serio. Questo ci fa sentire cittadini a tutti gli effetti e non spettatori passivi delle situazioni che viviamo o che abbiamo vissuto indirettamente”
Adozione per i bimbi affidati

VERONA - Quando al tavolo di discussione sull’affido partecipano i destinatari del servizio, ecco che possono nascere idee e soluzioni vincenti. Come è successo ieri a Verona in occasione della I Conferenza Regionale del Care Leavers Network del Veneto, promossa dall’Associazione Agevolando. Il Care Leavers Network è una rete di giovani che hanno vissuto o vivono “fuori famiglia” (in comunità, affido, casa-famiglia), coinvolti in un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva. Il progetto, promosso dalla Onlus Agevolando (nata nel 2010 su iniziativa di ex-ospiti di comunità per minori, ora impegnati attivamente nel sociale) è realizzato in collaborazione con l’Autorità nazionale garante per l’infanzia e l’adolescenza e l’Università di Padova.

L’evento, intitolato,“L’accoglienza con i nostri occhi!”, ha ospitato un gruppo di 17 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni provenienti dalle province di Verona e Vicenza, che sono stati accolti o che tuttora vivono in comunità di accoglienza/case famiglia/affidamento. “Crediamo che le nostre esperienze siano importanti e utili per le istituzioni e la politica al fine di produrre miglioramenti al sistema di protezione e cura – affermano i ragazzi -. Ci piacerebbe che le nostre proposte, che crediamo essere costruttive, venissero prese sul serio.  Questo ci fa sentire cittadini a tutti gli effetti e non spettatori passivi delle situazioni che viviamo o che abbiamo vissuto indirettamente”.

E lo fanno attraverso la testimonianza, che, nell’ambito della conferenza, si è articolata intorno ad alcune parole-chiave. A partire dalla fiducia: “Perdiamo fiducia nei confronti del mondo nel momento in cui dobbiamo lasciare la nostra famiglia di origine. Dobbiamo però cercare di recuperarla e per fare questo chiediamo aiuto a voi. Risposte vere, informazioni corrette e onestà ci aiuterebbero ad aumentare la fiducia in voi e di conseguenza in noi stessi”.

Un secondo fattore ritenuto fondamentale dai ragazzi è il tempo: “Aiutateci a diminuire i tempi dell’attesa, ad avere più risposte, prendetevi l’impegno di darci queste risposte. Sarebbe utile cercare di velocizzare le procedure rendendole meno complesse e migliorare la comunicazione”.

Un apporto prezioso, che si è affiancato e intrecciato con quello dei relatori, fra i quali il presidente di Agevolando Federico Zullo, il Garante dei diritti della persona della Regione Veneto Mirella Gallinaro, il responsabile protezione e tutela minori dell’Ullss 6 Vicenza Claudio Vencato, il presidente dell’ordine assistenti sociali Regione Veneto Monica Quantilli. “Il nostro sogno è che il network diventi un interlocutore istituzionale – ha concluso Deina Centomo, coordinatrice del Care Leavers Network del Veneto -. Contate sui ragazzi: loro ci sono e non vi deluderanno”. 

© Copyright Redattore Sociale